L’angelo nel bagno – Capitolo 2

Capitolo 2

Sono sdraiati sotto il sedile da mezz’ora ormai e il treno non sembra intenzionato a fermarsi. A Red questo non piace per nulla. Preso dai crampi sguscia fuori dal loro nascondiglio, apre la porta della cuccetta e si guarda attorno stando allerta. Sul lato esterno della porta un cartellino bianco lo informa che il loro nascondiglio risulta essere prenotato da R. C. Non riesce a trovare nessun indizio che gli dica dove il treno li stia portando e chiedere in giro alimenterebbe sospetti. Ritorna dentro e si siede sul sedile.

<< Perché questa merda di treno non si ferma? >> sbotta Thor.

<< Non lo so, ma prima o poi si ferma e noi scendiamo e torniamo indietro. Non c’è altro da fare, quindi evita queste scenate. Se questo non ti va bene sei liberissimo di aprire il finestrino e buttarti di sotto, io non mi offendo >>.

Thor incrocia braccia e gambe optando per il restare, e pure in silenzio. Il piccolo Omar, al contrario di lui, sembra aver accettato l’inevitabilità della cosa e siede tranquillo, catturato dal paesaggio che corre veloce al di là del finestrino.

Red non ha mai preso un treno prima d’ora e pensa che lo stesso valga per gli altri due. Li ha sempre e solo visti arrivare o partire dalla stazione e stimolare i suoi sogni. Andare in un altro posto, il un altro mondo, ovunque purché lontanissimo da quella strada. Per realizzare i sogni, però, ci vuole coraggio, molto più di quanto ce ne voglia a rapinare i passanti.

La voce di un uomo lo strappa dai suoi pensieri. Red si alza di scatto e apre appena un po’ la porta per sbirciare il corridoio. All’inizio della carrozza vede un uomo in divisa passare da una cuccetta all’altra richiedendo il biglietto. Chiama a sé Thor, afferra Omar e attende che l’uomo entri nel prossimo scompartimento per scappare dalla parte opposta.

<< Potremmo nasconderci in bagno >> suggerisce Thor mentre cambiano carrozza e Red si sorprende dell’ottima idea che ha avuto il suo compagno.

Si dirigono verso il fondo del treno per guadagnare tempo camminando tranquilli e disinvolti in modo da non dare nell’occhio. Una volta giunti all’ultima carrozza, però, trovano il bagno occupato. Dal momento che tornare indietro è rischioso si fermano e attendono buoni buoni che si liberi.

cap2 copiaDalla cuccetta lì vicino giunge il vociare allegro di bambini. Una donna si affaccia sul corridoio e sorride loro tutta contenta.

<< E’ occupato, c’è mio figlio >> dice loro. << Volete un biscotto per ingannare l’attesa? >>. Porge loro un pacco di biscotti al cioccolato. Red scuote il capo abbozzando un sorriso e con la coda dell’occhio vede Thor fare altrettanto. Il piccolo Omar, invece, ne approfitta ringraziando tutto felice questa mamma premurosa.

<< Dov’è che andate? >> le chiede.

<< Noi scendiamo a T. e voi? >>.

<< Anche noi andiamo a T., fratellone? >> chiede Omar a Red che non ha la minima idea di dove si trovi quella città dal nome strano.

All’altro capo del vagone vede entrare il controllore, che monotono continua a chiedere di poter validare i biglietti.

<< Ma non viaggerete mica da soli? >> chiede la donna sospettosa.

<< No, certo che no! >> risponde prontamente Red. << Nostro padre… viaggiamo con lui >>.

Finalmente il figlio della donna esce dal bagno e loro vi si fiondano dentro, chiudendo a chiave la porta.

Red intima il silenzio e tende le orecchie. Il controllore giunge alla cuccetta della famigliola e chiede loro il biglietto.

<< So che è un po’ presto, ma ha idea a che ora arriveremo a T. domani? >>.

Domani? Red accosta l’orecchio alla porta per ascoltare la risposta del controllore.

<< Se tutto va bene arriveremo alle 10, signora >>.

Il cuore di Red perde un colpo. Alle 10, cioè tra quasi 24 ore. Non pensava che un viaggio in treno potesse durare così tanto.

<< E invece per il traghetto a M.? >>.

Il nome di questa città Red lo conosce bene. Affina ancor di più l’udito in attesa della risposta.

<< Tra un’oretta, signora. Poi, come sa, con tutte le manovre che ci sono da fare ce ne metteremo un’altra prima di partire col traghetto e dopo una mezz’ora saremo a V.S.G. >>.

Devono assolutamente scendere a M. prima che il treno vada verso i traghetti. Il controllore passa oltre il bagno e raggiunge la motrice, liberandoli dal peso della sua presenza. A turno i tre bambini si liberano del peso dell’urina per poi uscire sul corridoio.

Percorrono il treno a ritroso fino a trovare una cuccetta libera dentro la quale si chiudono. Thor siede gambe e braccia incrociate sul sedile. Sapere che tra un’ora arriveranno in stazione sembra averlo rassicurato. Omar parla con il treno attraverso il bocchettone dell’aria condizionata posto alla base del finestrino. Bisbigliando lo incita a correre sempre più forte.

I suoi due compagni di sventura, a quanto pare, sono tranquilli e forse anche lui può concedersi di tirare il fiato. L’occhio gli cade, però, sulla parete di fronte, sulla quale è disegnata la cartina del Paese. Una linea blu lo attraversa dalla loro isola fino a nord. Il ragazzo si avvicina a controllare una per una le città contrassegnate da un pallino rosso, alla ricerca della famosa T. La trova abbarbicata all’estremità opposta del Paese, capolinea di questo lungo viaggio.

 

CONTINUA…