Ti racconto una storia…

Scrivo racconti da quando ero bambina. Ho pensato di creare questa pagina nel sito per poterli condividere con voi, regalarveli un capitolo per volta, presentarvi i personaggi protagonisti e quella che è la loro storia, la loro vita. Un racconto è fatto di narrazione ma anche di condivisione e scambi di idee e per questo avete la possibilità di scrivere un commento, lasciare un feedback o un pensiero. Buona lettura

 

L’angelo nel bagno

 

Questo racconto nasce da un sogno fatto in una mattina del 2007.

Un sogno che mi ha insegnato quanto sia importante vivere guardando il mondo con gli occhi di un bambino, imparare ad essere genitori di se stessi, diventare adulti e accettarne le responsabilità.

Dedicato a tutti i Red, Thor e Omar del mondo.

All’angelo che ognuno di noi ha chiuso nel suo bagno.

Capitolo 1

La strada è sempre affollata il sabato pomeriggio. Come tutte le vie commerciali si riempie di persone pronte a sfogare le loro frustrazioni nello shopping o ad incontrarsi per un caffè e quattro chiacchiere nei bar. Tra di loro si aggira chi dalla folla e dalla confusione trae profitto. Individui impavidi dai nervi saldi. Con occhio allenato identificano la preda da borseggiare, che non si rende neppure conto della loro mano leggera. Come prestigiatori, poi, scompaiono tra le ombre delle vie laterali di questa strada complice dei loro furti.

Appoggiato a una colonna uno di questi geni del crimine osserva l’umanità in attesa di entrare in azione. Ha 13 anni e nonostante la giovane età è un ladro adulto a tutti gli effetti, sul mercato da quando di anni ne aveva 7. Indossa un vecchio e logoro giubbotto rosso in pelle, che attira l’attenzione impedendogli di passare inosservato. Questa dimostrazione di sfrontato coraggio sottolinea la sua abilità e la totale sicurezza con la quale compie i furti. Il colore rosso acceso è un insulto alle sue prede, una risata beffarda dinanzi a chi, pur essendo lui così visibile, non si rende conto di quanto gli è stato sottratto. Il suo capo all’inizio non era per nulla d’accordo con la sua scelta. Voleva che si uniformasse agli altri, indossando giacche scure e anonime. Poi, però, si è ricreduto dinanzi alla sua bravura e lo ha ribattezzato Red, nome che da quel momento gli appartiene.

Oggi non è una bella giornata. Nuvole cariche di pioggia spadroneggiano nel cielo allontanando le persone dalla strada.

<< Butta male stamattina >> gli dice Thor. << Con questo tempo non facciamo niente! >>.

<< E’ ancora presto >> ribatte Red, che gli si rivolge sempre in modo aggressivo.

Thor è il suo collega e allievo. Ha 9 anni, la fronte perennemente corrucciata sulla quale ricade un ciuffo disordinato di capelli biondi e la testa coperta dal cappuccio della felpa, che riporta sul davanti l’immagine del supereroe dal quale ha preso il nome. E’ il compagno che la ‘fratellanza’ gli ha affidato sei mesi fa in sostituzione del precedente, caduto tra le mani degli sbirri.

La ‘fratellanza’ è costituita da un gruppetto di ragazzini provenienti dallo stesso quartiere di questa città sorta tra le rocce e la terra dura dell’isola. La loro regola principale è quella di agire in coppia: ci si aiuta a vicenda e l’uno non tradisce l’altro, in nome della fedeltà all’organizzazione e soprattutto nel timore della vendetta di chi la compone.

Il compito di Red è quello di istruire Thor affinché diventi un abile ladro. Il ragazzino, però, è troppo nervoso per un mestiere che richiede nervi saldi e la capacità di trovare il modo di togliersi dai guai in tempo zero. Red se ne è lamentato con Sten, il fondatore e capo della ‘fratellanza’, che ha ribattuto severo: << Tu sei l’anziano esperto e se non sei in grado di istruire il tuo compagno a dovere forse non sei degno di far parte della nostra  famiglia >>.

Vinto da questa minaccia, Red tenta ogni giorno di insegnare qualcosa di buono al bambino perennemente ansioso. Per questo oggi li troviamo su questa strada, a tirarsi le dita nell’attesa che la situazione volga a loro favore.

<< Fratellone, fratellone! >>.

Il nipote della vicina di casa di Red, un bimbetto di cinque anni, corre loro incontro. Uno stormo di riccioli neri gli circonda il viso magro, danzando al ritmo della sua corsa allegra. Si è messo in testa di eleggere Red suo fratello maggiore e da quando è venuto a sapere dell’arresto del suo ex compagno insiste a volerne prendere il posto, seguendolo dappertutto.

<< Omar torna da dove sei venuto, subito! >>.

<< Ma io voglio aiutarti! >>.

<< Ti ho già detto di no! Togliti dai piedi! >>.

<< Sten mi ha detto che mi impari >>.

<< Sten ti prende in giro! >> si intromette Thor. << S’è quasi ammazzato di risate quando gli hai chiesto di stare tu con Red. Sei troppo stupido per questo lavoro e non c’abbiamo tempo da perdere con te >>.

Omar volge gli occhioni supplicanti verso Red, che bada bene di ignorarlo.

Il sole fa capolino dalle nuvole. La sua presenza incoraggia le persone ad uscire all’aria aperta e finalmente Red e Thor hanno di che parlare.

Puntano due signore anziane sedute su una panchina, perse nel loro fitto chiacchiericcio. Il piano è talmente rodato da non aver bisogno di essere discusso. Red e Thor si dividono e provenendo da direzioni opposte si avvicinano il più possibile alla panchina, in attesa del momento più opportuno per agire.

Un cagnolino abbaia come un pazzo contro un cane più grande di lui, distraendo le due signore dai loro discorsi. Red ne approfitta per agguantare una borsa e subito si allontana. Vede Thor esitare, forse anche lui sorpreso dai latrati del cane, e prendere l’altra borsa con quell’attimo di ritardo che manda tutto in malora.

<< Al ladro! Al ladro! Fermate quei due! >>.

Red corre maledicendo quell’inutile bambino. Con Thor alle spalle si dirige ai vicoli che sono soliti percorrere dopo ogni furto, seguiti a ruota da due uomini che intimano loro di fermarsi. Il ragazzo non ne ha alcuna intenzione. Conosce come le sue tasche ogni angolo del quartiere e trova subito la via di fuga verso la salvezza. Approfittando di una curva, che li distanzia dai loro inseguitori, imbocca una strada stretta e buia.

<< Omar non ha visto dove stiamo andando! >> gli dice Thor e le sue parole lo colpiscono alla testa come un pugno. Perché diavolo quel moccioso si è messo a seguirli? Se dovessero prenderlo, piccolo e spaventato com’è, racconterebbe tutto quanto. Il loro covo verrebbe smantellato, la ‘fratellanza’ distrutta, tutti i componenti arrestati e Sten ci metterebbe niente a farlo fuori nelle patrie galere.

Si ferma di colpo intimando a Thor di procedere oltre. Fa qualche passo indietro e chiama a gran voce il bambino. Questi gli corre incontro con due occhioni grandi e scuri carichi di paura.  Red lo afferra e tenendolo stretto al petto si nasconde dietro un bidone dell’immondizia. I loro inseguitori superano il bidone procedendo dritti e lui lascia che si allontanino un po’ prima di schizzare fuori dal suo nascondiglio col bambino tra le braccia. Deve raggiungere la stazione ad ogni costo: << Se ci sono problemi, subito in stazione! >>, così dice sempre Sten.

<< Eccoli là! Fermi! >>.

A quanto pare quei due non vogliono dar loro tregua. Red corre a più non posso. Scorge da lontano Thor fermo all’ingresso della stazione e gli fa segno di entrare. Attraversa la strada senza curarsi degli automobilisti che inchiodano al suo passaggio, investendolo di improperi. Entra in stazione accolto da Thor e da una delle sue crisi di nervi.

<< Cosa cazzo facciamo? >> gli chiede terrorizzato.

Red non lo sa. Ha riposto tutte le sue speranze nella presenza dei fratelli anziani e nel loro aiuto, ma questi non ci sono.

<< Monta su quel treno, presto! >> gli ordina, scorgendo i loro inseguitori al di là della strada.

Salgono sul treno e una volta dentro continuano a correre lungo il corridoio stretto sul quale si affacciano tante cuccette. Ne trovano una libera dove si nascondono rannicchiati sotto i sedili. Restano silenziosi e immobili. Le orecchie tese.

Un fischio acuto li fa saltare sul posto. Il rumore metallico di porte che sbattono giunge da lontano, li attraversa e prosegue oltre.

<< Cazzo, sta partendo! >> grida Thor terrorizzato.

<< Stai calmo, scendiamo alla prima fermata >> gli ordina Red intimandogli di restare al suo posto.

CONTINUA…