L’angelo nel bagno – Capitolo 4

<< Bambini hanno aperto le porte, ora si può scendere. Volete venire con noi? >>.

L’uomo alto dalle spalle larghe irrompe sorridente nella loro cuccetta. I loro piani sono ben altri e questo adulto impiccione proprio non ci voleva. Rassegnato, ormai, alla piega che sta prendendo questa storia, Red accetta l’invito e tutti e tre seguono la famigliola.

Benché viva su un’isola ha visto poche volte il mare e mai si è trovato a navigare a bordo di una barca. Omar lo strattona verso poppa indicando col dito la loro isola che si fa sempre più piccola.

Red avverte un peso alla bocca dello stomaco, come una mano che crudele lo tiene stretto. Gli rimanda in bocca un sapore acido e nauseante. Sul ponte del traghetto il vento è forte, freddo e avvolgente. Scompiglia i capelli, si insinua sotto il colletto e attraverso le maniche della felpa, accapponando la pelle. E’ talmente forte da rendergli difficile respirare. Il suo fischio gli invade le orecchie e lo intontisce confondendogli i pensieri. Attorno a lui le persone sono prese dai fatti propri, come sempre, del tutto inconsapevoli del dramma che stanno vivendo. Red prova il folle desiderio di chiedere loro aiuto, di implorarle di riportarlo a casa, alla sua vita di merda, alla sua famiglia sfasciata. Non esce, però, alcun suono dalla sua gola chiusa.

<< Fratellone qui è davvero bello. L’aria è così buona qui >>.

cap 4Omar sporge il visetto sorridente riempiendo i polmoni di vento. Lo guarda con i suoi occhioni neri, grandi e gli stringe forte la mano richiamandolo da quella strana sensazione che lo stava portando via, lontano, ancor più del traghetto sul quale si trovano.

<< Stiamo per arrivare! >> grida l’amichetto di Omar e il bimbo lo trascina a prua, ad assistere all’attracco in quella terra sconosciuta. Red prova una punta di gelosia per la sua innocenza, per quella inconsapevolezza che gli permette di vivere la vita con leggerezza.