L’angelo nel bagno – capitolo 5

Capitolo 5

Come pezzi di un grosso puzzle, nel giro di un’ora il treno viene ricomposto. Raggiunge la stazione di R.C. dove sulla banchina sono tante le persone che attendono di salire prendendo il posto di quelle che scenderanno.

Lo stretto corridoio è impraticabile, ingombro di valigie e passeggeri. Red sgomita per raggiungere la porta più vicina, ma il passaggio si fa sempre più affollato. E’ abituato alla folla, anzi, per il suo mestiere è pura manna dal cielo. Questo stretto corridoio sul quale continuano a riversarsi persone è, però, davvero troppo per lui.

Il fischio acuto del capo treno lo coglie di sorpresa. Le porte iniziano a chiudersi l’una dopo l’altra.

<< Merda sta partendo! Fateci passare! >> grida scavalcando con un balzo una pila di valigie. Cerca di guadagnare la porta prima che questa si chiuda ma è troppo tardi. Il treno lascia la stazione portandoli con sé. Il suo fischio acuto sembra quasi farsi beffe di loro.

Le gambe di Red cedono e il ragazzino si ritrova accoccolato accanto alla porta.

<< E adesso? Cosa facciamo adesso? >> chiede Thor agitato. Red vorrebbe saltargli al collo gridandogli di smetterla con quella domanda. Nuovi problemi, però, stanno nascendo. Hanno dato un po’ troppo nell’occhio cercando di raggiungere la porta e non pochi passeggeri stanno parlottando tra di loro guardandoli con sospetto.

<< Andiamo via di qui, svelti! >>.

Red guida i due bambini lungo il corridoio senza sapere lui stesso dove andare. Per quanto lungo sia un treno non ci si può nascondere in continuazione.

A metà treno si ritrovano bloccati da un gruppetto di persone raccolte attorno ad un carrellino carico di vivande. Un ragazzo dall’aria stanca vestito da cameriere si affretta a far fronte alle ordinazioni che gli giungono disordinatamente da molte parti.

Sarebbe bello fermarsi ad alleggerire il carrellino di qualche panino e qualcosa da bere, ma non hanno tempo. Sgomitando Red si fa strada tra la folla e quando finalmente ne viene fuori scorge in lontananza il controllore. Si volta verso Thor ancora bloccato tra la gente e gli fa segno di tornare indietro. Non ha idea di dove sia Omar. La confusione è tale da rendergli difficile individuare un bambino così piccolo.

Il controllore si avvicina inesorabile e forte del suo istinto di sopravvivenza Red si chiude nel bagno senza pensarci due volte.

Non va per niente bene. Sten dice che non bisogna dividersi, neppure dinanzi al pericolo più grande. Lui, invece, non sa dove si sia andato a cacciare Thor e ha perso le tracce del più piccolo e indifeso. Come capo non vale davvero nulla e forse Sten ha ragione: non è all’altezza di far parte della ‘fratellanza’.

Sente il carrellino passare al di là del suo nascondiglio e un vociare di persone correre all’assalto. Sbircia dalla porta e vede poco dopo anche il controllore passare oltre. Finalmente può scappar fuori e correre alla ricerca dei suoi compagni.

Di loro non vi è alcuna traccia. Il timore che qualcuno li abbia presi e portati via lo invade: non ha alcuna voglia di proseguire da solo questo viaggio! Percorre il corridoio buttando un occhio dentro ogni cuccetta nella speranza di trovarli, finché non è lui ad essere trovato da loro. Thor lo chiama a gran voce da una delle cuccette che ha appena superato. Omar è con lui. Red corre loro incontro e li stringe forte tra le braccia.

<< Mai più! Non capiti mai di doverci dividere! >> dice rincuorato dalle loro piccole braccia che lo stringono forte.

<< Fratellone, fratellone ho chiuso un angelo nel bagno. Un angelo nel bagno! >>.

Non capisce il senso delle parole del bambino. E’ troppo felice di averli ritrovati per riuscire a ragionare, ora.

<< Guarda che bella cosa ho trovato! >> insiste il piccolo divincolandosi dal suo abbraccio per mostrargli il depliant pubblicitario di un’agenzia di viaggi. Red lo prende tra le mani senza dargli troppo peso. Si accorge subito, però, che c’è qualcosa di strano. Quello che gli era sembrato un volantino pubblicitario in realtà è la custodia di quattro biglietti del treno: tre ridotti e uno intero compresi di prenotazione per una cuccetta. Partono da R. C e arrivano fino a T.

<< Qualcuno li avrà persi >> dice Thor mentre Red si alza in piedi a controllare il numero della cuccetta nella quale si trovano, che scopre corrispondere a quella indicata sui biglietti.

<< Ehi, bambini! >>.

Il controllore li osserva con espressione grave. Vede i biglietti che Red tiene in mano e gli chiede di porgerglieli affinché possa vidimarli. Controlla il numero riportato sulla prenotazione più volte, guardandoli di sottecchi ad ogni controllo.

<< E l’adulto? >>.

<< E’ in bagno >> risponde allegro Omar. Il controllore sembra non resistere al sorriso luminoso del bambino. Gli scompiglia i riccioli con fare paterno, fora i quattro biglietti e li restituisce a Red per poi continuare il suo giro.

I bambini entrano veloci nello scompartimento e chiudono la porta alle loro spalle.

<< Se i proprietari di questi biglietti si fanno vivi sono cazzi, lo sai? >> fa notare Thor, ma Red non riesce a rispondere nulla. Cosa potrebbe dirgli, poi? È tutto così strano.

<< Hai deciso di arrivare fino a T.? >> insiste il ragazzino, mentre Omar torna a parlare col treno attraverso il bocchettone dell’aria condizionata.

<< Beh, abbiamo i biglietti ora >>.

<< Già. E poi? Una volta lì che si fa? >>.

<< Non lo so. Ci penserò quando arriveremo. Tanto fare una vita di merda al nord o al sud che differenza vuoi che faccia? >>.