Racconti…

Scrivo racconti da quando ero bambina. Ho pensato di creare questa pagina nel sito per poterli condividere con voi, regalarveli un capitolo per volta, presentarvi i personaggi protagonisti e quella che è la loro storia, la loro vita.

Buona lettura

L’angelo nel bagno

Questo racconto nasce da un sogno fatto in una mattina del 2007.

Un sogno che mi ha insegnato quanto sia importante vivere guardando il mondo con gli occhi di un bambino, imparare ad essere genitori di se stessi, diventare adulti e accettarne le responsabilità.

Dedicato a tutti i Red, Thor e Omar del mondo.

All’angelo che ognuno di noi ha chiuso nel suo bagno.

Capitolo 1

Capitolo 2

Capitolo 3

Capitolo 4

Capitolo 5

Capitolo 6

Capitolo 7

 

Capitolo 8

La sera scende inesorabile, avvolgendo con la sua oscurità il paesaggio al di là del finestrino. Mille luci si accendono, comprese quelle della loro cuccetta e sul finestrino appaiono i loro riflessi. I due bambini dormono al suo fianco distesi sul sedile. Omar prima di crollare vinto dalla stanchezza si è accoccolato accanto a lui e ora dorme succhiando il pollice, come fosse un neonato.

Anche il vecchio dorme sul sedile di fronte, con un respiro pesante e fastidioso. Parlotta nel sonno e emette borbottii che inquietano il ragazzo. C’è qualcosa che lo spaventa in questo anziano obeso. La stretta torna ad artigliare il suo stomaco e Red si ritrova ad accarezzare i capelli ricci e scarmigliati del piccolo Omar. È piacevole sentirne la morbidezza sotto le dita e deve esserlo anche per il piccolo, dal momento che toglie il dito dalla bocca. Resta con le labbra aperte e un’espressione dolcissima di beatitudine sul viso. Red lo prende tra le braccia e delicatamente lo stringe a sé, respirando il suo profumo buono di bambino innocente.

Il vecchio parla nuovamente nel sonno, agitandosi alla ricerca di una posizione più comoda e il cuore di Red accelera i suoi battiti. Si rende conto di quanto questo vecchio signore gli ricordi suo padre e il panico che finora è riuscito a gestire prende il sopravvento.

Il treno li sta portando lontano da tutto ciò che per loro è comune e conosciuto, verso una terra fredda e senza mare. Non sa cosa faranno una volta arrivati, né come potranno proteggersi fuori da questo treno, in una città in cui non hanno nessuno se non loro stessi. L’unica certezza che ha è quella di non poter cedere. Solo che è così’ difficile.

Stringe a sé Omar alla ricerca di calore e protezione, mentre le lacrime esplodono irrefrenabili. Il vecchio dorme tranquillo, inconsapevole del dramma che i bambini che viaggiano con lui stanno vivendo e del disagio che la sua presenza sta causando loro. Proprio come il padre di Red nei brevi periodi che passa fuori di prigione. Stravaccato sul divano scassato della loro cucina. Perennemente ubriaco e incazzato. Inconsapevole di ogni cosa, forse pure di avere ancora un figlio che tenta di sopravvivere da solo.

Non è giusto. La miseria, la sofferenza, le botte prese e la paura costante non sono giuste. Non è giusto neppure che debba essere lui a prendersi tutte le responsabilità sulle spalle. Perché non può avere anche lui qualcuno a cui affidarsi? Qualcuno più grande e più forte in grado di sorreggerlo e proteggerlo. Una sorta di angelo custode.

Un momento. Omar ha detto di aver chiuso un angelo in bagno. Parole assurde, certo, ma che un senso dovranno pure averlo. Omar ha dato prova di saper mentire con disinvoltura, ma a che pro inventarsi quella storia? Deve essere successo qualcosa in quel bagno. I biglietti trovati, la valigia carica di vestiti, non può essere tutta opera del caso.

Deciso a vederci chiaro, adagia Omar sul sedile accanto a Thor. Non gli va molto di lasciarli da soli col vecchio mentre dormono indifesi, ma sente di dover entrare nel bagno e vedere se davvero c’è un ‘angelo’ chiuso lì dentro.