Una paziente ricerca (seconda parte)

Una paziente ricerca

Per prima cosa in UK psicologo e psicoterapeuta non hanno lo ‘stesso significato professionale’ che da noi.

Aspetta.

Forse devo fare un passo indietro. Sì, perchè ho notato che non tutti conoscono la differenza tra psicologo e psicoterapeuta. Sì che se chi legge è del settore il problema non sussiste, ma per coloro che sono abituati a fare tutt’altro mestiere nella vita, penso sia meglio, per spiegare come queste figure siano inquadrate in UK, partire da come lo sono qui da noi.

Partiamo dalle basi.

Lo Psicologo.

Davanti a quali possibilità si trova un/a giovane che oggi vuole intraprendere il percorso di studi in psicologia?

Qui a Torino, il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi, propone come primo step il Corso di Laurea Triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche.

Quando decisi io di iscrivermi all’Università, nel lontano 2005, c’erano diversi Corsi di Laurea Triennale. Io mi iscrissi a quello di Scienze e Tecniche dello Sviluppo e dell’Educazione. Erano più specifici e portavano a dover proseguire il Biennio Magistrale sullo stesso filone di studi del triennale e se si voleva intraprendere un’altra strada si dovevano integrare degli esami. Ora, invece, questo corso di studi tocca più settori, permettendo allo studente di poter avere conoscenze di ambiti diversi e poter scegliere, successivamente, con quale Biennio Magistrale proseguire. Devo dire che, per quanto riguarda il riconoscimento dei titoli in UK, questa soluzione dà più possibilità di salvaguardare il proprio fegato, vedremo poi perchè.

Ai miei tempi si discuteva la tesi triennale! Si preparava la tesina e la si esponeva dinanzi alla commissione, con alle spalle parenti e amici pronti a festeggiare l’evento. Ora, invece, non si discute più. Si carica l’elaborato on-line e si ottiene un punteggio. Personalmente penso che questo sia svalutante dell’impegno impiegato nei tre anni di studi e non dia la possibilità di festeggiare un evento che è comunque importante in quanto si ottiene un Diploma di laurea, seppure breve.

E’ possibile interrompere qui l’esperienza universitaria portandosi a casa questo diploma e, per poter lavorare e vedersi abilitati alla professione di tecnico psicologo, fare l’Esame di Stato per l’Albo B, quello dedicato, appunto, alle lauree triennali.

Per chi vuole continuare, invece, il Dipartimento di Psicologia ad oggi propone quattro diversi percorsi di Laurea Specialistica:

Corso di Laurea Magistrale in Scienze del Corpo e della Mente  (Classe di Laurea LM – 51)

Corso di Laurea in Psicologia Clinica: Salute e interventi nella Comunità (Classe di Laurea LM-51)

Corso di Laurea Magistrale in Psicologia del Lavoro e del Benessere (Classe di Laurea LM-51)

Corso di laurea Magistrale Interdipartimentale in Psicologia Criminologica e Forense  (Classe di Laurea LM-51) .

Io, allora, nel lontano 2009, scelsi Psicologia Clinica. Ad oggi sceglierei Scienze del Corpo e della Mente, più incline al mio modo Olistico di concepire la terapia.

Questa volta la tesi la si discute con tutti i crismi. La si prepara, la si espone alla commissione con familiari e amici pronti a festeggiare e si ottiene l’ambito titolo di ‘Dottore in Psicologia’.

Lo step successivo, se si intende continuare a specializzarsi, sia con Master Universitari, col Dottorato di ricerca o con una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia e/o poter lavorare come Psicologo è quello del superamento dell’Esame di Stato per l’abilitazione alla professione di Psicologo.

Questo esame è una creatura che solo noi italiani possediamo. Abilita, come detto prima, alla professione di Psicologo. Personalmente non capisco perchè io debba ancora sostenere un esame per dimostrare che sono pronto per la professione per la quale ho studiato per cinque anni…

E’ stato per me l’esame più tosto, e di esami nella vita ne ho sostenuti! Non riuscivo a digerire questa inutilità di fondo che percepivo. Fatto sta che se si vuole lavorare come Psicologo o Psicoterapeuta da lì bisogna passare. Manco a dirlo, in UK come nel resto del mondo (sì, penso proprio nel resto del mondo) questo esame non esiste.

Chi, dopo essersi laureato e aver fatto il tirocinio post laurea di un anno, supera l’Esame di Stato e si iscrive, quindi, all’Ordine degli psicologi ha il diritto ad usare il titolo professionale di Psicologo abilitato. Chi si ferma alla laurea, invece, può usare solo il titolo di Dottore in psicologia. L’esame di Stato, infatti, concede al professionista di iscriversi alla Sezione A dell’albo degli psicologi.

Io ho ottenuto l’abilitazione alla professione di Psicologo nel novembre 2012 e sono stata iscritta all’Ordine degli Psicologi del Piemonte il 25 febbraio 2013 col numero: 6794

Vediamo nello specifico che tipo di attività può svolgere lo Psicologo.

Chi si abilita all’esercizio della professione di Psicologo può svolgere la sua funzione è in diversi settori:

  • in ambito scolastico promuove il recupero sociale dei soggetti che presentano problematiche di tipo comportamentale che ne pregiudicano una normale integrazione;
  • nel settore imprenditoriale e sportivo svolge attività di training ai fini di un miglioramento della struttura sociale del team, oltre che prestazionale;
  • in ambito accademico, svolge un ruolo fondamentale, basato sulla ricerca e sull’insegnamento della materia.
  • in ambito clinico, infinesi occupa del disagio psichico patologico, usando alcuni strumenti tipici della professione, come il colloquio con il paziente, la valutazione del tipo di disagio psichico e l’offerta degli strumenti adatti al soggetto, allo scopo di superare o limitare i comportamenti negativi. Esercita, quindi, un’azione di prevenzione del disagio mentale dei propri pazienti e ne promuove la consapevolezza delle proprie possibilità, delle proprie azioni e dei propri modi di rapportarsi agli altri, oltre che di pensare e di agire. Rafforza in loro le capacità ad acquisire un nuovo stile di vita più autonomo e con un maggiore benessere psicofisico. Il sostegno che fornisce non è farmacologico, non essendo abilitato a prescrivere farmaci, ma basato sulla consulenza, sulla valutazione diagnostica del caso in essere, sul sostegno e sulla riabilitazione del soggetto. Cosa fondamentale: gli interventi che espleta non possono configurarsi come terapia, poiché qualsiasi tipo di terapia riabilitativa presuppone il titolo di psicoterapeuta

Chiarito questo, vediamo chi è, invece, e cosa fa lo Psicoterapeuta.

Può iscriversi a una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia chi ha conseguito il titolo di Psicologo (quindi Laurea, Esame di Stato e iscrizione all’Ordine) o quello di Medico Chirurgo (sempre iscritto all’albo).

Le scuole di specializzazione sono tante, durano 4 anni ed è importante sceglierne una riconosciuta dal Miur. Io nel 2013 mi iscrissi all’Istituto Torinese di Analisi Transazionale e posso dire oggi che sono fiera della mia scelta, in quanto ho trovato in questo approccio la massima espressione del mio essere terapeuta.

La Scuola di Specializzazione aggiunge alle competenze già acquisite in precedenza, ulteriori conoscenze ed ulteriori strumenti professionali, che concedono allo psicoterapeuta di agire più profondamente rispetto a quanto fa uno psicologo. La sua specializzazione gli permette di adoperare sia strumenti clinici (diagnosi, pianificazione del trattamento, eziologia, setting) che conoscitivi (ascolto, empatia, fiducia, alleanza terapeutica) e di essere  in grado di favorire un miglioramento costante nel paziente, teso ad offrire tutti gli strumenti per un ritorno alla socialità e all’accettazione di se stesso. E’ uno dei pochi professionisti in grado di accompagnare la persona durante il processo di cambiamento, volto al raggiungimento di un migliore stato di equilibrio personale.

Nello specifico, la psicoterapia consiste nel trattamento di una vasta gamma di disturbi psicopatologici ed è essenzialmente fondata sull’interazione fra lo psicoterapeuta ed il paziente, piuttosto che una coppia di pazienti, un’intera famiglia o un gruppo di persone che ravvisano un problema o un disagio comune. Lo psicoterapeuta è l’unico a poter intervenire sui disturbi psichici, anche di natura cronica, a poter trattare la totalità dei disturbi della personalità, i traumi psicologici pregressi e a poter intervenire ai fini della rimozione degli ostacoli intrinsechi o ambientali che impediscono la normale espressione della maturità psicologica dell’individuo, sbloccandone la crescita personale. Si possono quindi rivolgere allo psicoterapeuta tutti coloro che lamentano disturbi d’ansia anche invalidanti, piuttosto che sbalzi repentini dell’umore, problemi legati all’alimentazione, alla sfera sessuale e così via

Venendo alle differenze pratiche tra Psicologo e Psicoterapeuta, possiamo dire che la preparazione di uno psicoterapeuta risulta più accurata ed approfondita rispetto a quella di uno psicologo, soprattutto per quanto riguarda la materia psicopatologica. Lo psicoterapeuta, inoltre, utilizza tecniche terapeutiche di intervento apprese durante il corso di specializzazione, che non possono essere in alcun modo impiegate dagli psicologi. Il corso di specializzazione, inoltre, una volta concluso e ottenuto il diploma di specializzazione,  permette l’iscrizione all’Albo degli psicoterapeuti.

Io ho discusso la mia tesi di specializzazione a giugno del 2017, divenendo così Psicoterapeuta ad indirizzo Analitico Transazionale  e sono iscritta a questo albo dal settembre del 2017.

Ora che abbiamo capito chi è e cosa fa lo psicologo e chi è e cosa fa lo psicoterapeuta in Italia possiamo affrontare la totale differenza nel considerare queste due figure in Uk.

Visto, però, che è una spiegazione abbastanza lunga e che oggi vi ho già imbottito di informazioni, questa ce la riserviamo per domani

Alla prossima 🙂

Fonti: www.federdolore.it

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