Nino & Co.

Nino & co.

Bentrovati, amici e vicini 🙂

Ringrazio quelli tra voi che mi hanno seguita su Instagram e Facebook durante il mio primo viaggio da pendolare. Sono qui, ancora un po’ intontita ma tutto sommato soddisfatta.

Oggi voglio parlarvi di Nino, quel ‘personaggio’ con cui tutti coloro che vogliono vivere e lavorare a Londra devono fare i conti.

L’ho incontrato a giugno, durante le mie ricerche. Non ho capito, però, quanto fosse un ‘personaggio’ di un certo spessore finche un’amica, Verdiana, che ha vissuto a Londra in passato e alla quale mi sono rivolta per alcune delucidazioni, non mi ha spiegato chi fosse davvero.

Immagino siate curiosi, eh?

Nino o Nin sono l’acronimo di National Insurance Number, che possiamo dire essere l’equivalente del nostro Codice Fiscale. E’ quel numero, quel documento senza il quale non si può fare nulla. Serve per cercare lavoro, per affittare una stanza, per richiedere il medico della mutua, per aprire un conto in banca… per tutto, insomma.

In giugno, oltre che alla ricerca di una casa, ero alla ricerca di un lavoro. Pensavo sì all’attività da psicoterapeuta, ma devo dire che in quel periodo ero più presa dal fare un’esperienza lavorativa altra. Non avevo ancora pensato a uno studio privato, alla promozione dell’attività di terapia, a pazienti a Londra. Volevo solo andare lì per il mese di agosto, farmi un’idea di come mi ci trovavo e di come si potesse effettivamente lavorare e cogliere l’occasione per svolgere, per un mese, un’attività anche del tutto diversa dalla mia.

Avendo lavorato nel settore turistico in passato, volevo tentare la sorte e inviare curricula a Londra per lo stesso ambito. Diciamo che il ‘mezzo dramma’ è iniziato così.

Vi ho già parlato dei vari gruppi di italiani a Londra sparsi per FB. Diciamo che bisogna essere fortunati a porre una domanda e ricevere una risposta che non sia fredda, svalutante, addirittura cattiva o acida a volte. Io, che qui in Italia in passato ho anche lavorato per un solo mese, soprattutto in estate, non pensavo potesse essere certo facile fare lo stesso a Londra, ma per lo meno possibile. Alla richiesta di informazioni i ‘ma non si può fare!’, ‘ma figurati, per un solo mese nessuno ti prende!’ fiooccati come nulla. Insieme a lui. Il NIN.

‘Guarda che per lavorare qui in Uk devi fare richiesta del NIN, altrimenti non ti prendono in considerazione’

‘Il NIN non te lo danno subito, ci vogliono mesi!’

‘Per trovare lavoro devi essere sul posto’

Queste sono tre frasi molto tipiche e frequenti su questi gruppi, dal momento che in molti pongono le stesse domande.

Ora, io non so come funzioni per un cittadino dell’UE che voglia lavorare in Italia, quel che voglio fare, però, e spiegarvi cosa sia questo benedetto documento e come, simpaticamente, apra alla necessità di procurarsi anche altre cose tra loro concatenate.

Sì, per lavorare in UK anche come libera professionista ci vuole NINo. A discrezione del datore di lavoro si può essere assunti già nel periodo di attesa che questo arrivi a seguito dell’interview. L’interview va prenotata chiamando il Job Center di zona. Questo vuol dire che bisogna avere un numero di telefono UK, un contratto d’affitto per la proof of adress e per poter avere questo, di conseguenza, è necessario un conto corrente UK.

Ok, ok. Rallentiamo.

Procediamo un pezzo alla volta.

Volete una sedia? No? Ok, se cambiate idea io ve la lascio qui.

 

Per poter ottenere il NIN bisogna fare un’interview nel Job Center del quartiere in cui si vive. E’ necessario, quindi, procurarsi un numero di cellulare UK col quale contattarlo e farlo quando già si è in loco. Il numero è importante averlo perchè l’operatore del Job Center non si limita a dirti ‘Ok, vieni in tale data per l’interview’. L’intervista parte già, potremmo dire, dalla telefonata, durante la quale viene richiesto il motivo per il quale si fa la richiesta del NIN, l’indirizzo di dove si abita in UK, il numero di telefono e se si viene accompagnati da qualcuno oppure se si ha bisogno di un interprete. L’appuntamento può essere fissato anche un paio di settimane dopo la richiesta telefonica e per ottenere in NIN passano dalle 6 alle 8 settimane.

Come avrete letto, richiedono dove si abita in UK. Uno dei documenti fondamentali da consegnare, infatti, è la proof of adress, ovvero un contratto d’affitto, una bolletta intestata, qualcosa che provi, appunto, che si vive in UK.

Fermiamoci un attimo, però. Perchè la proof of adress è sì importante, ma capita che al momento dell’intervista si accontentino dell’indirizzo che fornite senza chiedere di visionare documenti che lo provino. Inoltre, per quanto sia preferibile, non è necessario avere un affitto intestato. Si può dire di essere ospiti di amici o parenti e o andare con loro al momento dell’interview o presentare una lettera nella quale chi vi ospita sottoscrive che abitate al suo domicilio. E’ possibile anche fare richiesta dando come proof of adress l’indirizzo dell’ostello o dell’host Airbnb dove alloggiate, come ho fatto io. E’ possibile che la differenza la faccia l’impiegato che vi fa l’intervista, ma penso si possa quietare l’ansia e andare tranquilli all’interview.

Come dicevo, possono passare dalle 6 alle 8 settimane o anche di più prima che il NIN vi sia spedito al domicilio indicato. In questo periodo si può cercare lavoro presentando al potenziale datore il documento rilasciato dal Job Center in cui si riporta che si è effettuata l’interview e si è in attesa di ricevere la tessera. E’ a discrezione del datore assumervi o meno. Da quel che mi hanno detto gli amici conosciuti a Londra, se si cerca nella ristorazione tendono a chiudere un occhio e fare lo stesso il contratto.

Altra cosa importante, non tanto per il NIN quanto per il lavoro, è avere un conto corrente UK. Qui si entra in un altro circolo vizioso perchè aprire un conto in UK non è facile! Richiedono la proof of adress, il Nin, un contratto di lavoro… il tipo di documentazione richiesta, poi, cambia non solo di banca in banca, ma da filiale a filiale. Tant’è che alcuni iniziano una vera e propria processione passando dall’una all’altra finchè non trovano quella che non chiede troppi documenti.

E’ anche possibile, per ovviare a tutto questo delirio, aprire un conto on line come Transfertwise, Monzo, Monese o Revolut, che è quella che ho scelto io. Il problema è che non è detto che tutti i datori di lavoro accettino un conto simile.

Quindi, stiamo vedendo che per cercare lavoro bisogna avere il NIN, un numero Uk da inserire nel curriculum altrimenti si rischia di non essere presi in considerazione, un conto corrente, sperando che al datore vada bene quello on line. Altra cosa importante è quella di essere sul posto. Non solo per portare i curricula di porta in porta, ma per poter andare ai colloqui e inserire l’indirizzo di casa nel curriculum.

Ci sono tanti portali che si possono consultare per trovare lavoro quali Indeed e Monster, ad esempio. Tenete conto, però che il curriculum Uk è diverso da quello Europass. Non vi considerano se inviate un CV europass! Potete trovare degli esempi qui: https://www.myperfetcv.co.uk/cv-examples/british-cv-sample. La cosa che personalmente adoro è che non è necessario inserire la data di nascita! Non importa quanti anni tu abbia, se vuoi questo lavoro e per me ne hai i requisiti allora il posto è tuo. E questo è fantastico!

Io ho chiesto aiuto alla mia collega Sofia per creare dei curricula adeguati e alla mie teacher Emma per le traduzioni. Purtroppo, quando ho iniziato a mandarli ho sottovalutato l’importanza di inserire sia nella lettera d’accompagnamento che nel cv l’indirizzo Uk e il numero UK ed è possibile che sia per questo, oltre che perchè probabilmente non gli interessava il mio profilo, che non sono stata contattata. Ad ogni modo la vita mi ha poi portato ad altro di inaspettato e spettacolare.

Questo, però, ve lo racconto domani

Alla prossima 🙂

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