Private practice

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Bentrovati, amici e vicini! 🙂

Oggi sono forte di due momenti di grande soddisfazione ed emozione:

Il primo, scoprire che alcune allieve del corso di yoga mamma-bimbo di Chivasso seguono questo blog!!! Io sono nuova, come sapete, di questo genere di comunicazione e mi fa davvero piacere sapere che questi articoli vengono letti ed apprezzati 🙂 e anzi colgo l’occasione per ringraziarvi tutti, voi che leggete di questo pazzo progetto!

Il secondo è stato l’arrivo di una lettera dalla British Psychological Society con l’invio della tessera associativa!!!!

Volevo condividere con voi questi due momenti che mi invitano ad andare avanti nonostante i mille dubbi, le perplessità e le incertezze che il mio Stato dell’Io Genitore ogni tanto riversa sul mio Stato dell’Io Bambino.

 

Un progetto che, come vi dicevo ieri, sull’inizio di luglio ha sentito il bisogno di concretizzarsi ulteriormente con la ricerca di uno studio in cui ricevere i pazienti a Londra.

Anche qui, essendo totalmente a digiuno di come ci si muova per una simile ricerca, ho cercato consiglio nei gruppi fb di italiani e psicologi a londra. ‘Ma perchè ostinarsi a chiedere lì se si ottiene poco e, anzi, si rischia di essere trattati male?’ chiederete voi. Beh, per prima cosa perchè da qualche parte bisognerà pur iniziare e, in secondo luogo, perchè nel marasma di ‘miss/mister simpatia’ che popolano questi gruppi si trova anche chi è ben disposto a dare un consiglio valido e gentile.

In questo caso il consiglio è arrivato: ‘Ci sono stanze in affitto a 10£ l’ora in zona London Bridge’

Ok.

Respiro

Non si può certo pretendere la pappa pronta, lungi da me dal volerlo, solo che se io non so Londra come sia fatta e tu non mi dai un link di riferimento nè nessun’altra indicazione, tipo il nome di questi sedicenti spazi in affitto in modo che possa cercarlo, come le trovo io queste stanze?

Ho pure provato a fare una ricerca su google, mica mi sono arresa! Una mezza informazione l’ho ottenuta, allora sfruttiamola. Peccato che io sia un po’ una capra nell’uso della tecnologia e forse anche per questo non è saltato fuori nulla…

Ho chiesto ai contatti londinesi che avevo, ma nessuno sapeva aiutarmi. La commercialista mi aveva dato un contatto di un centro inglese che affittava stanze-studio, che, però, non ha risposto alla mia mail.

Sì, stava diventando un po’ un problema. Ho cercato sui vari siti quali Spearoom, ma i prezzi erano talmente alti e il meccanismo per me incomprensibile che ho messo via tutto con un gran sospiro.

In ultima spiaggia, tenuto per ultimo perchè già tanto mi aveva aiutato e non volevo esagerare nelle richieste, ho contattato il collega Giuseppe Sequino. ‘Chiedo alla collega che mi affitta lo studio se c’è uno spazio libero’, mi ha detto e tempo un paio d’ore avevo il contatto di Mila Palma della Therapytime.

C’erano ben due orari disponibili: il mercoledì dalle 7 am alle 4.45 pm e il giovedì dalle 4.45 pm alle 10.00 pm. Ho scelto il secondo orario perchè, pensando all’italiana, mi sono detta essere più comodo per chi esce dal lavoro. A dire il vero avevo pensato a un qualcosa per il venerdì in modo da poter sfruttare tutta la settimana in Italia e magari estendere la permanenza londinese al weekend per eventuali altre collaborazioni, laboratori et similia. Il giovedì però è sempre stato un giorno particolare nella mia vita ed evidentemente era quello che doveva essere dedicato al ‘London plan’.

Ho detto a Mila che ero interessata alla stanza, ma che l’avrei presa da settembre e che l’avrei volentieri visitata in agosto, dal momento che mi stavo organizzando per andare a Londra. Mila, però, sarebbe stata in vacanza e mi ha dato il contatto di Meghan, una delle colleghe che usano lo studio. Avevo, quindi, un potenziale spazio in cui ospitare i pazienti e un appuntamento per visitarlo.

Presa dal sacro fuoco della gioia immensa data da questa notizia ho deciso di sfruttare l’indirizzo dello studio per iscrivermi a ‘The italian community’. La promozione è l’anima del commercio anche in un settore come il mio e volevo iniziare a mettere un piccolo tassello, sebbene ancora lo studio fosse solo ‘virtualmente’ mio.

Ho capito, però, che non solo per lavorare ma anche per vivere un mese a Londra avrei avuto bisogno di due cose: una sim telefonica e un conto corrente UK.

Ho scoperto che potevo ottenerli entrambi dall’Italia. Il modo in cui l’ho scoperto è stato particolare. Per la Sim ho trovato l’informazione nel libro ‘Londra non è cara‘, che avevo comprato alla Feltrinelli insieme alla Londra Top 10. Mi ero, infatti, detta che dal momento che non avrei lavorato ma solo studiato inglese, in quel mese almeno avrei fatto la turista, giusto per togliermi dal timore di trascorrere nell’immobilismo e nella noia le giornate magari grigie e piovose. Devo dire che, ripensandoci, avevo una visione abbastanza pessimistica di quello che sarebbe stato il mese di agosto…

Ho così visitato il sito della Giffgaff, gestore telefonico che spedisce la sim ovunque attraverso il solo sito web. Ho attivato un piano tariffario base, dal momento che semmai lo avessi usato sarebbe stato tra tanto tempo e con una buona dose di fortuna, e ho subito inserito il numero nei curricula e sul mio account su ‘The italian community’.

Al conto corrente, invece, ci sono arrivata grazie a una conversazione con Andrea, amico di Stefania la mia compagna di avventure nella vacanza londinese di aprile. Lui vive e lavora a Londra da anni e lo avevo contattato quando cercavo una sistemazione per il mese di agosto. Andrea mi ha mandato l’invito per aprire un conto on line con Revolut spiegandomi pazientemente come funziona.

Mi è arrivata la carta via posta ordinaria nel giro di 4 giorni e con un po’ di pazienza, perchè sono proprio rallentata dall’ansia per tutte queste cose tecnologiche, ho capito come funziona usare un conto con lo smartphone. Contemporaneamente mi ero adeguata al mio secolo scaricando la app delle Poste per controllare il mio conto corrente bancoposta e pagare da lì tutte le spese. Devo dire che la vita è molto più semplice… e lo è ancora di più quando si è all’estero e si devono muovere soldi per ricaricare carte, cambiare valute, ecc…

Potevo dire di avere tutto, adesso!

Una casa nella quale stare nel mese di agosto

Una sim e un numero di telefono uk per i futuri client e per i cv

Un conto corrente con valute multiple in modo da poter ricevere Sterline, caricare Euro e fare il cambio valuta per pagare in Sterline senza farsi dissanguare dalle commissioni per il cambio (come era successo in quella settimana di vacanza…)

Un potenziale studio nel quale ricevere i futuri client

E un mezzo account su un portale per italiani a Londra

Mancava solo più prendere il volo. Non uso a caso questo termine, perchè nello stesso periodo in cui ho acquistato i voli andata e ritorno per agosto è successa una cosa davvero particolare e del tutto inaspettata che mi ha portata a pensare che davvero questo progetto poteva… prendere il volo

Ma questo ve lo racconto la prossima volta 🙂

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