Volare….

Volare

Bentrovati, amici e vicini 🙂

Sono in aeroporto, mentre vi scrivo, in attesa dell’imbarco. La location adatta per ciò che voglio raccontarvi oggi.

Come dicevo nello scorso articolo, agli inizi di luglio avevo messo a posto un bel po’ di cose. Mancava solo il volo.

Vi ho già parlato dell’ansia che mi prende quando devo avere a che fare con la tecnologia. Era la prima volta che acquistavo biglietti aerei on line. In passato, quando avevo provato a fare delle ricerche, i risultati davano scali assurdi che portavano il viaggio a durare ore. Questa volta ho preso un bel respiro, ho chiesto a Simona di farmi da ansiolitico via WhatsApp e ho iniziato la ricerca.

Indubbiamente, Ryanair aveva prezzi più abbordabili. Mi preoccupava l’idea di arrivare a Stansted, lontano ore da Londra, e ho optato, quindi, per una spesa un po’ più elevata ma che mi desse la sicurezza di arrivare in un aeroporto già noto, dato il precedente viaggio: Gatwick.

Ho anche scelto l’imbarco di un bagaglio di 23 kg e fatto partire l’acquisto. Devo dire che l’arrivo della mail con la prenotazione effettuata mi ha dato un senso di definitivo. Ora avevo anche la data e l’ora di partenza: 1 agosto alle 16.40 e 1 settembre alle 13.30.

Sì, c’era un piccolo problema: la stanza era stata prenotata fino al 31 agosto. Questo comportava la presenza di una notte da coprire. Stranamente non me ne sono preoccupata. Devo dire che l’inizio del cambiamento vero e proprio è partito da qui. Dalla serenità con la quale mi sono detta: ‘Ma sì, chiederò a Jass se ha la notte del 31 libera e se non dovesse averla opterò per un ostello’.

Stavo prendendo il volo senza accorgermene. Certo luglio non è stato avaro di sfighe, e questo ha contribuito a non farmi vedere questo cambiamento silenzioso.

Quali sfighe? Vi avevo accennato alla mia Smart e alla diagnosi di frizione e cambio da rifare? Ecco, nella seconda metà di luglio la mia piccola scatoletta di tonno pregiato ha deciso di abbandonarmi del tutto. Sono stati tanti i viaggi da meccanici diversi per capire cosa si potesse fare e a quanto, ma alla fine tutto si è rivelato inutile: rottamazione inevitabile. E di conseguenza il gruzzoletto per Londra si è assottigliato. Ormai, però, il 2 luglio, termine ultimo in cui disdire la prenotazione Airbnb con un rimborso della spesa, era passato e i voli erano stati presi.

Gli screzi con alcuni colleghi sono cresciuti a seguito di questa situazione e sono piovute altre spese, beghe e bollette inattese sulle mie spalle, perché si sa che le disgrazie non viaggiano mai sole.

In sintesi, tale era il livello di stress che, nonostante l’economia in difetto, non vedevo l’ora di volare via. ‘Vada come vada, io a Londra ci vado e fanculo il resto’, mi dicevo. E, come già vi avevo accennato, per la prima volta non provavo quella sensazione di rifiuto all’idea della partenza imminente, anzi!

Una cosa fantastica, però, è successa a luglio. Proprio mentre preparavo la Smart all’estrema unzione e ricevevo l’ennesimo attacco al mio capitale. Mentre pensavo, e alcuni mi dicevano, ‘Sembra proprio che l’universo ti stia dicendo: ‘Patty: vai via da qui!’.

Mi ha contatta una nuova paziente per iniziare un percorso. Era metà luglio, io non ci sarei stata per tutto agosto e quindi le ho propongo di iniziare a settembre.

Io preferirei iniziare adesso. Neppure io sarò qui ad agosto, vado all’estero per lavoro’

‘All’estero dove?‘ le ho chiedo, benché non c’entrasse nulla questa informazione.

Londra

Fermiamoci in attimo.

Da maggio ovunque andassi mi capitavano davanti agli occhi persone che indossavano magliette con su scritto Londra, il collega al quale ho chiesto in prestito un tablet mi ha detto che questo aveva, guarda un po’, la cover con la bandiera inglese, avevo già vissuto una serie di coincidenze pazzesche e alla fine arriva questa ragazza.

‘Ma dai? Anche io sarò a Londra ad agosto. Sto progettando di portare lì la mia attività lavorando da pendolare e ho già uno studio: possiamo vederci lì!’

In un attimo ho visto tutti i pezzi del puzzle mettersi a posto!

Avrei avuto una paziente a Londra! Portata dall’Italia, certo, ma comunque sarebbe stato un inizio. Avrei dovuto chiedere a Mila di prendere lo studio già da agosto e sentivo che non ci sarebbero stati problemi per questa richiesta.

‘Si può fare!’ mi ripetevo. Tutte queste coincidenze bussavano al lato parapsicologico di me e quella sensazione che già avvertivo che, nonostante tutto, questa serie di sfighe si sarebbe risolta e che, per quanto potesse sembrare folle, questo progetto sarebbe andato in porto, si era fatta piu forte.

Sto per imbarcarmi per questa seconda esperienza da pendolare e ripensando a quella prima telefonata con la mia paziente ancora mi batte forte il cuore.

Penso sia arrivato il momento di parlarvi del mese di agosto… ma dalla prossima volta:-)

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