Verso l’infinito e oltre…

Bentrovati, amici e vicini 🙂

Ci siamo lasciati ieri sulla soglia di casa di Jass, raggiunta dopo una lunga serie di seghe mentali e sudore.

Il mio sgabuzzino…

Oggi voglio entrare con voi in questa tipica casa inglese su due piani, zona giorno al piano terra, zona notte al primo piano, scale foderate di moquette, giardino anteriore e cortile posteriore con garage. Tutto sommato piccola, ma davvero carina. Jass non è host di Airbnb da molto, ma si è guadagnata il titolo di superhost, a mio avviso del tutto meritato, per il suo essere accogliente e avere sempre una soluzione alle domande piene di dubbi.

La stanza in cui ho soggiornato era poco più grande del letto da una piazza e mezza che conteneva. Avevo una cassettiera, dentro la quale c’è stata comodamente tutta la mia roba, e un armadio a me adibito e che ha ospitato il trolley gigante.

 

La prima cosa che ho fatto è stato sistemare le mie cose in questa stanza. Avevo bisogno di mettere radici, di farla mia e devo dire che, seppure fosse davvero tanto piccola, non mi ha dato mai la sensazione di claustrofobia. Avevo pure una tv che non ho mai usato. Nei primi giorni in cui rincasavo relativamente presto se proprio la palpebra non calava subito guardavo qualcosa su Netflix con il tablet avuto in prestito.

Così, quella prima sera mi sono sdraiata sul mio lettino, notando subito che la semplice veneziana della finestra non avrebbe fatto il suo dovere per proteggermi dalla luce. Mi sono messa lì, dicevo, e ho scaricato la posta elettronica trovandoci una bellissima sorpresa! Con un tempismo perfetto, che ancora una volta mi ha fatto pensare che ci fosse dietro un disegno più grande, ho ricevuto la notizia di essere stata accettata come membro della British Psychological Society! Quale modo migliore di darmi il benvenuto a Londra come psicologa 🙂

La vera novità, però, quella più personale e intima, è avvenuta il giorno seguente. Il 2 agosto è stato il primo vero giorno a Londra, durante il quale si è verificata una cosa che proprio non immaginavo possibile. Vi ricordate quando vi dissi di quanto fossi convinta che non avrei saputo come riempire le giornate, e che sarei rimasta a morire di noia a causa del non avere un lavoro? Ecco, cancellate tutto.

… la mia versione canina

Il 2 agosto sapevo di voler andare a trovare Sherlock Holmes, quello ‘vero’, non la mia versione canina. Ero già andata al museo e non era mia intenzione tornare a visitarlo. Il mio obiettivo era lasciare un curriculum, perchè avere l’opportunità di lavorare, seppure per un breve periodo, al 221B di Baker street sarebbe per me il coronamento di un sogno! Ovviamente, il responsabile al quale ho sporto il mio curriculum mi ha fatto presente che lo avrebbe preso comunque, ma che sarebbe stato meglio lo mandassi via mail perchè quella era la prassi. Lo avrei fatto, ma non era quello lo scopo del mio essere lì in quel momento. Volevo che ci fosse qualcosa di mio nella casa del mio mito. Un piccolo pezzo di carta che racconta delle mie esperienze lavorative e del desiderio di lavorare lì.

Una volta compiuta la missione ho preso in mano la mia guida Top 10 e lo aperta sulla pagina dedicata a quella zona della città. Già la sera prima avevo deciso di visitare Regents Park. Con Simona e Stefania non c’era stato modo di andarci e ne avevo sentito parlare talmente tante volte negli scritti di Sir A. C. Doyle che mi sono detta che non potevo non fare un giro nel parco più vicino alla casa del mio consulente investigativo preferito.

E’ iniziato tutto così. Con quella lettera contenente un curriculum lasciato nella casa vera di un personaggio di fantasia reso reale dall’amore di chi ha letto le sue avventure. Sherlock Holmes ha aperto la diga di una versione di me esploratrice senza macchia e senza paura che non mi aspettavo. Nel senso che sì, io vado ed esploro principalmente a piedi da sempre, ma in occasione di un viaggio o di una scampagnata e di solito in compagnia. Farlo da sola in un posto sconosciuto è stata una cosa del tutto nuova.

Raccontavo poi le mie avventure alla mia amica Maria Cristina, la quale si era detta in attesa di ricevere ‘Le cronache di Sutton’ e devo dire che quasi ogni sera le scrivevo delle cose che vedevo e delle emozioni provate. Attingo da queste mail per questi scritti. Sono state per me una sorta di diario e poterlo condividere con lei in quel momento in cui condividevo solo con me è stata una bellissima occasione per metabolizzare quanto accadeva.

cigni neri al Regents Park

Regents Park è fantastico. Mi sono goduta le rose, le oche, la scarpinata di 4 ore e pure il mal di schiena! Vi consiglio di andare a visitarlo. In generale vi consiglio di visitare tutti i parchi di Londra e dintorni, dei quali vi parlerò strada facendo. Questo, però, a me è rimasto particolarmente nel cuore. Non so se è dovuto al fatto che sia stato il primo che ho visitato, oppure alla sua vicinanza con la casa del consulente investigativo. Fatto sta che ho ancora ben presente oggi la bella sensazione che mi ha lasciato essere lì.

🙂

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