Uomini & topi

Bentrovati, amici e vicini 🙂

Eccomi in aeroporto per il terzo viaggio secondo la legge del pendolare.

Ieri è stata una lunghissima giornata piena. Sono stata fuori casa dalle 8 alle 22.30! Mi sono spostata in bici da casa fino in zona Aurora, da lì in studio, dallo studio al baby parking Hakuna Matata di Grugliasco dove, gaudio e tripudio, è partito il corso di ginnastica gestanti e poi nuovamente in studio per l’ultimo paziente della giornata.

Sì, è decisamente meno stancante pendolare, credetemi!

Ci eravamo lasciati con la consegna del cv al museo di Sherlock Holmes e il tour di Regents Park.

Come vi dicevo da quel momento la piccola e intrepida esportatrice che è in me ha preso il sopravvento!

… ovviamente non potevo che decidere di andare a Londra nel periodo in cui stanno restaurando il Big Ben…

Il terzo giorno in London mi ha vista esplorare la città seguendo il Tamigi da Westminster al Tower Bridge, del quale mi sono follemente innamorata! Questo ponte imponente, fiero, che fa’ da confine tra la città e le Dockland, è stata mia continua meta di pellegrinaggio. Anche nei giorni del pendolo cerco di andarlo a trovare.

In questo terzo giorno ho anche cercato di capire dove fosse il mio studio. Non ci sono andata, volevo riservarmi la sorpresa al momento della consegna della chiavi, ma ho capito essere vicino al The Blackfriars Bridge, il mio secondo ponte preferito, e sulla strada dello Strand, altro riferimento Sherlockiano che mi ha galvanizzato:-)

 

L’avventura di questo terzo giorno, però è stata un’altra. Una serie di circostanze insolite hanno fatto sì che si verificasse e, ammetto, mi hanno messa a dura prova! Ve la racconto così….

Mi sono trovata a fare i conti con un problema.
Un GROSSO problema.
Stavo preparando cena, e fin qui tutto regolare.
Cercavo il sale è ho aperto tutti gli sportelli della cucina senza successo.
Li ho aperti più volte e cercato tra le tante cose riposte in quegli stipetti.
Ho aperto di nuovo uno sportello dove avevo visto delle spezie e mi ha sorpresa uno strano movimento.

Ho notato una cosa che a prima vista sembrava un cavo. Ho Poi capito cosa fosse e mi sono venuti i brividi. Soprattutto quando questo ‘cavo’ si è mosso ed è scomparso nell’intercapedine.
Avevo già letto sul gruppo italiani a Londra di persone che si lamentavano del fatto che questa città fosse piena di topi. Di come si ritrovasse ad averli in casa e a lottare per cacciarli.
Vi giuro che quando ho realizzato di essere nella loro stessa situazione mi è preso male.
Ed era GROSSO. La coda spessa, non certo quella di un topino di campagna.
Io non sono solita spaventarmi dei roditori, ho avuto un cincillà per casa che, in fondo, è un topo shic, ma in quel momento ho temuto ciò che avrebbe potuto portare.
Era il mio secondo giorno lì. Avrei vissuto il resto del mese con la consapevolezza della sua presenza in casa? Certo che no!

Jass era già a letto e io troppo scossa per parlarle in inglese del nostro grigio problema. Cosi, al mattino, dopo una nottata che ve la raccomando a sognare di topi sul letto et similia, mi sono preparata il discorso che però non ho esposto. Sì, perché il grigio si è mostrato in tutta la sua bellezza, saltellando in cortile.

il mio personalissimo mister Gray

‘A mouse!’, ho esclamato io e Jass si è avvicinata stupita e quando l’ha vista ha lanciato un grido, a dire il vero molto comico.

Vi dirò che gestire l’attacco di panico di una donna inglese in inglese è  stata un’esperienza interessante…

Appena si è ripresa ha chiamato la vicina.

A rat in my yard! I have a rat in my courtyard!’

Ripeteva e vi dirò che non me la sono sentita di dirle in quel momento che il rat zampettava nello stiletto delle spezie la sera prima.

Quando ha messo giù la telefonata mi ha guardata stupita.

She said to me ‘Whats is the problem? I have a cat‘.

Jass era attonita della risposta ricevuta dalla vicina. Si aspettava che, come lei, si attivasse per chiamare la disinfestazione. Questa, invece, in perfetto british style, le ha detto che se ne sarebbe occupato il gatto. A mio avviso, il grigio avrebbe avuto la meglio sul felino in questione…

Fatto sta che Jass ha chiamato chi di dovere e ha scoperto che, a causa di lavori che erano in corso li vicino, in più di un giardino si sono ritrovati con i topi. Il destino del grigio era segnato, dunque. Il disinfestatore avrebbe fatto il suo dovere… con calma, però, perché avrebbero aspettato la fine dei lavori prevista il giorno seguente.

Da qui ho iniziato a trovare fantastici questi inglesi…

🙂

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