La prima seduta in London

Bentrovati, amici e vicini 🙂

Sì, sto procedendo un po’ a singhiozzo, domenica un articolo, lunedì salto, oggi rieccomi… è un periodo un po’ pieno, per fortuna, di tante belle cose e sto arrivando alcune sere talmente tardi a casa che non sarei al meglio delle energie per scrivervi e quindi preferisco posticipare.

lo studio di Londra…

Veniamo al dunque, ora, perchè c’eravamo lasciati con l’inizio del corso di inglese e la piccola esploratrice sempre più attiva e oggi voglio parlarvi dell’8 agosto alle 5 pm, giorno in cui ho vissuto la bellissima emozione della prima seduta di psicoterapia nello studio londinese.

Grazie a questa esperienza, sono tornata con la memoria alla mia prima seduta di psicoterapia. Era l’aprile del 2013 e mi trovavo nella farmacia in zona Porta Palazzo a Torino nella quale, con una collega, avevo tentato l’esperimento ‘Lo psicologo in farmacia’, per me miseramente fallito. Ero in questo sgabuzzino piccolissimo, seduta su una sedia rigida con le ginocchia a sfiorare quelle di questa signora il cui nome era, ora che ci penso, davvero evocativo: Alba. Quale paziente migliore per iniziare la mia avventura da psicoterapeuta!

lo storico studio di Torino

Contrariamente alle aspettative, con lei il percorso non andò oltre la prima seduta. Dovetti aspettare dicembre di quello stesso anno per ricevere nel mio studio colei che fu la prima paziente con la quale sono riuscita a stabilire un contratto terapeutico e intraprendere un percorso. Ero emozionata non solo all’idea di stare iniziando una nuova attività, ma anche dall’essere nello studio che avevo già da un anno ma nel quale fino ad allora avevo ricevuto riceventi per lo Shiatsu. Eravamo sedute, io sulla poltrona, lei sul divanetto a due posti, col sottofondo del tram 13 che sferragliava sulla strada ogni 20 minuti.

 

Nonostante siano passati anni dal mio primo colloquio, provo sempre con ogni nuovo paziente l’emozione del primo incontro. Penso che il giorno in cui non mi siederò più con questa emozione addosso davanti a una persona che per la prima volta mi si rivolge, potrò considerare la mia avventura da terapeuta conclusa.

A Londra, però, è successo qualcosa di più. Eravamo entrambe emozionate non solo dalla seduta che stava per svolgersi, ma anche dalla nuova emozione che, ognuna per sè, stava vivendo in questa città. Pensate che la domenica prima, il 4 agosto, c’era stata una maratona ciclistica e da Buchingam Palace a Trafalgar Square era tutto bloccato. C’erano un casino di persone e nonostante questo siamo riuscite a incontrarci per caso! s

Sì, amici e vicini, ci siamo ritrovate sedute su panchine distanti un tre metri buoni l’una dall’altra. Ci siamo guardate e abbiamo esclamato ‘Non ci posso credere!’ quasi all’unisono. Và le coincidenze, ci sarebbe da dire! In una città grande con un putiferio di abitanti e altrettanti turisti ci è capitato di trovarci. Entrambe sole e immerse in una nuova avventura. Entrambe a girovagare lasciandoci travolgere dall’atmosfera magica di questo luogo. Ditemi voi se tutto questo non è fantastico!

Eravamo entrambe emozionate, dicevo, e l’atmosfera era carica di questa eccitazione data dalla novità di essere lontane da tutto quanto ci fosse familiare. E’ stata una bella seduta, un bellissimo incontrarsi e devo dire che sono stata felice di condividere con lei quest’avventura. Inutile dirvi che sono uscita dallo studio camminando a un metro e mezzo da terra 🙂

E’ stata una grande emozione anche guadagnare i miei primi Pounds! Lei ha avuto problemi con la banca e invece del bonifico mi ha dato i contanti e io mi sono ritrovata con questi soldi del Monopoli in mano. Sì, se gli Euro già sembrano finti, le Sterline li battono di gran lunga!

Galvanizzata da questa prima emozionante seduta, con l’intento di darmi la possibilità di espandere il mio raggio di azione, in giorno seguente ho portato di persona il curriculum vitae a Dottore London, una startup di professionisti sanitari italiani per gli italiani a Londra. Anche qui mi è stato detto di inviare il tutto via e-mail, cosa che avevo già fatto senza, però, ricevere risposta. Ad oggi posso dirvi che mi hanno risposto e che ci risentiremo per l’inizio del prossimo anno per valutare una possibile collaborazione.

Quello stesso giorno sono andata a fare un giro nella City, zona di Londra piena di contrasti, dove si trova la chiesa stile vittoriana, o anche precedente, accostata agli splendenti e immensi grattacieli.

E’ stato un giorno ventoso durante il quale mi sono presa la prima vera pioggia grazie alla quale ho potuto notare un’altra particolarità dei londoners.

Erano le 6 pm e fuori dai locali era pieno di persone con la sacra birra del dopo lavoro in mano, tranquillamente persi nei loro discorsi nonostante il vento e le intemperie. Attorno a loro, noi stranieri e turisti subito attivi alla ricerca di ombrelli e kway o di un riparo. Come splendesse il sole, invece, i londoners portavano avanti le loro chiacchiere consapevoli che, tempo cinque minuti, la pioggia sarebbe passata.

Come si può non amarli?

🙂

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