L’amico ritrovato

Bentrovati, amici e vicini 🙂

Oggi ho avuto l’occasione di iniziare una nuova collaborazione a Torino! Una strana coincidenza… ma ormai queste si sprecano nella mia vita da cinque mesi a questa parte.

Devo ringraziare Emma, la mia english teacher, che ha fatto il mio nome alla direttrice della scuola privata materna-primaria nella quale lavora. Necessitavano di incontri di supervisione per le insegnanti… ed eccomi qua! Dove sta la coincidenza? E’ una scuola bilingue italiano-inglese e, dal momento che alcune insegnanti non parlano italiano, mi ritroverò a tenere la supervisione… in english!

Londra qui non c’entra nulla, ma questa lingua sì. Pare proprio debba impararla e fare pratica con queste supervisioni mi tornerà utile per il progetto di promozione dei gruppi di ginnastica gestanti in UK. Come vedete tutto serve a tutto e il cerchio si chiude. Quindi annuncio con gioia questa fresca collaborazione con la Top Kidz!

Ci siamo lasciati ieri con la decisione di come e soprattutto dove trascorrere il ferragosto. Minstead, New Forest, alla ricerca della tomba di Sir Arthur Conan Doyle.

Ho passato i due giorni precedenti a cercare informazioni su dove questa fosse e le ho trovate sul sito Toscana libri. Il mio obiettivo ferragostiano sarebbe stato il cimitero parrocchiale di tutti i santi della piccola cittadina di Minstead. Avrei dovuto prendere il treno e fare un lunghissimo tragitto a piedi. Il sito era abbastanza chiaro su dove fosse questa parrocchia e dalla mia avevo San Google Maps, quindi non potevo fare altro che andare!

La mattina del 15 agosto si è presentata soleggiata e di belle speranze. Armata di zaino, viveri e scarpe da tennis ho iniziato l’avventura raggiungendo la stazione di Chaplam junction dalla quale ho preso il treno che mi avrebbe portata a Totton.

Avete mai preso un treno UK? Sono spettacolari!! Spaziosi, puliti, comodi. Non fossi stata emozionatissima mi sarei potuta comodamente abbioccare per l’ora e mezzo di viaggio. Invece sono rimasta ad ammirare il panorama e quando sono arrivata a Totton nell’aria c’era il profumo del mare non troppo lontano.

Da lì, San Google Maps mi ha aiutata a trovare la strada per Minstead attraverso la bellissima New Forest. Sono state due ore di marcia, la prima, purtroppo, trascorsa a bordo strada con macchine che sfrecciavano veloci.

Quando, finalmente, sono entrata in questa foresta da fiaba, il verde e il silenzio presenti mi hanno ripagata dell’ora trascorsa nel traffico. Mi è balenata lì, mentre mi addentravo in questa foresta, l’idea di andare a Nottingham. Purtroppo non sono riuscita a realizzare questo viaggio, che metto volentieri nella lista delle cose da fare.

l’opera di una bambina, penso: la casetta di alcuni pupazzetti ricavata nella radice di un albero

New forest scorreva tranquilla sotto i miei piedi.

Non mi sarei stupita più di tanto se avessi visto un folletto sbucare da un albero, o unicorni attraversarmi la strada. Mi sono lasciata avvolgere da questa atmosfera magica.

Temevo di non riuscire a trovare la chiesa, dal momento che, una volta giunta a Minstead, non ho trovato alcuna indicazione. Pensavo, dal momento che Sir Doyle non è propriamente uno sconosciuto, che ci sarebbero stati cartelli che riportavano la presenza della sua tomba. Invece non ho trovato nulla di simile. Per fortuna l’occhio mi è caduto sulla schermata di Google Maps proprio sul nome della chiesetta di ogni santi, non troppo lontana dal percorso che mi stava suggerendo.

Non c’era nessuno nella chiesa e neppure nel cimitero.

Sono entrata in questo angolo di paradiso avvolto dal silenzio e dal vento che faceva cantare le chiome degli alberi. E proprio vicino ad una quercia, dalla parte opposta rispetto all’ingresso del cimitero ho trovato al tomba del padre di Sherlock Holmes.

Inutile dirvi che mi sono sciolta in lacrime. Mi sono seduta alla panchina lì vicina e  sono rimasta a contemplarla credo per un’ora.

Ha scelto un posto davvero fantastico dove riposare insieme all’amata moglie Jean. Se ne vedono tanti di questi cimiteri parrocchiali, alcuni dalle lapidi l’una quasi a ridosso dell’altra, in rettangoli di terreno non molto ampi. Questo cimitero, invece, e grande e soprattutto si affaccia su un ampio spiazzo verde. C’è una bella atmosfera di pace e serenità.

La pipa, oggetto molto amato da Sir Doyle così come da Sherlock Holmes

Piccoli doni di ringraziamento

E’ una tomba molto semplice, con la lapide corrosa dal tempo. Una vecchia pipa è adagiata alla base, proprio sopra l’epitaffio. Sul retro alcuni seguaci hanno lasciato dei doni e ho contribuito anche io, lasciando un piccolo cuore rosso.

Le avventure di Sherlock Holmes hanno scandito il tempo della mia infanzia. Posso dire di essere cresciuta con lui e ritrovarmi dinanzi alla tomba dell’uomo che ‘gli ha dato vita’ è stato come incontrare un lontano parente mai conosciuto ma comunque molto amato.

L’epitaffio inizia con due versi di un poema di Robert Louis Stevenson e recita:

Steel true                                                                                                              Blade Straight                                                                                                      Arthur Conan Doyle

Knight Patriot, physician & man of letters

22 May 1859 – 7 July 1930

And his beloved his wife                                                                                       Jean Conan Doyle

Reunited 27 June 1940

(Acciaio puro/Lama diritta/Arthur Conan Doyle/Cavaliere, Patriota, medico e uomo di lettere/ 22 maggio 1859 – 7 luglio 1930/ E la sua adorata moglie/Riuniti il 27 giugno 1940)

E’ stato difficile alzarmi da quella panchina.

Sarei rimasta ore lì, avvolta dal vento, dal canto delle chioma della grande quercia alle mie spalle, dall’ampio respiro di questa distesa verde. Il ritorno, però, sarebbe lungo e la giornata stava per volgere al termine. Ho salutato Sir Doyle come un vecchio amico al quale si deve tanto e ho lasciato il cimitero. Prima di rimettermi in marcia mi sono fermata in una locanda lì vicina a bere un sidro di mele. Avevo bisogno di rimettere insieme i pezzi di me sparpagliati un po’ ovunque dalle tante, troppe emozioni vissute in così pochi giorni. Stavo facendo indigestione e in effetti il sidro mi è rimasto sullo stomaco.

Il viaggio di ritorno, come sempre accade, mi è sembrato più breve. Sono arrivata a Totton, devo ammettere, con un po’ di stanchezza in corpo. In fondo, in quella prima metà del mese non ho fatto altro che macinare una media di 20km al giorno.

Dalla stazione di Chaplam Junction ho preso l’overground che mi ha portata all’underground, che mi ha portata al bus, che mi avrebbe portato a casa… che al mercato mio padre compro! Per le 9 pm, insomma, sono riuscita a rientrare nella mia stanza dopo una gita lunga 13 meritatissime ore!

E lì, sdraiata sul letto, con le gambe piacevolmente dolenti ho realizzato che ero giunta a metà dell’avventura: mi restavano ancora 15 giorni da trascorrere a Londra.

Il cuore mi si è stretto un pochino…

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