Il viaggio tre nazioni (seconda parte)

Bentrovati, amici e vicini 🙂

Eccomi nuovamente a voi la sera prima della partenza. Sì, questa settimana il pendolo si estende al mercoledì. L’eccezionalità della cosa è data dal fatto che devo ritentare l’interview per ottenere il National Insurance Number. Ancora non sono arrivata a parlarvi della prima intervista fatta ad agosto, conto di farlo a breve. Sappiate che non ha avuto esito positivo e per questo mi tocca rifarla e sperare che questa volta le cose vadano per il verso giusto. Ma vi ragguaglierò più avanti.

Questa, amici e vicini, è la mia ultima settimana da trentasettenne. Sabato 26 raggiungerò quota 38! Devo dire che regalarmi un giorno in più in London mi esalta! Avrò più tempo per gironzolare, potendo sfruttare pure il giovedì mattina, rivedrò Jass e Lella e cercherò di vincere questa ennesima battaglia burocratica! Un buon modo per concludere questo anno pieno di sorprese e decisioni che non mi aspettavo di prendere!

Ho preparato il faldone con tutti i documenti relativi alle burocrazie che sto affrontando e domani con questo in mano (tra l’altro di un bel color fuxia) mi siederò davanti alla mia nuova esaminatrice! Ormai ottenere il NIN è una questione di principio, oltre che una necessità per poter portare avanti le pratiche di iscrizione all’HMRC, l’agenzia delle entrate UK.

Ma torniamo al viaggio tre nazioni!

Eravamo rimasti con me barcollante di sonno che, con San Google Maps alla mano, decido di espugnare il quartiere di Quoi Bercy a Parigi. Erano le 6 di una mattina umida che prometteva tanta pioggia.

Piazza della Bastiglia

San Google Maps mi informava che mi trovavo a un’ora e 48 minuti dall’Arco di Trionfo e sapevo già non ci sarei mai arrivata.

J’adore!!!!!!!!!!

Ho trotterellato, allora, attorno a Piazza della Bastiglia, facendo colazione con una baguette ou chocolat che io adooooooro e prendo sempre quando sono en France.

Poi è iniziato a piovere. Parigi mantiene sempre le promesse!

Avevo già preso pioggia a Londra il mattino precedente, ma qui ami sono lavata! C’era un vero e proprio uragano e io non avevo l’ombrello. Sono tornata di corsa alla poco felice stazione degli autobus e per fortuna siamo anche stavolta partiti in orario alle 8.30. L’idea di rimanere bloccata in lì non mi sarebbe piaciuta per nulla!

Il panorama francese al di là del finestrino

Il viaggio attraverso la seconda nazione è stato bellissimo!

Il sole sorgeva sulle campagne francesi e io tra un pisolo e l’altro mi godevo il panorama.

Ero al secondo piano di questo bus a due piani, seduta in seconda fila.

Ci abbiamo messo un’eternità ad arrivare a Lione, prima fermata di questo secondo viaggio e ancora di più per arrivare a Chambery.

Contorsionismi alla disperata ricerca di una posizione ‘comoda’

Ora, non voglio fare polemica, ma solo mettere sul tavolo i fatti. Nel primo viaggio di italiana c’ero solo io perchè la maggior parte dei viaggiatori andavano a Parigi. E’ durato 10 ore ed è stata fatta solo una sosta in frontiera proposta dall’autista.

Nel secondo viaggio, che arrivava a Milano Lampugnano, di italiani ce n’erano parecchi e sono stati loro a chiedere fermate extra e sempre loro, davvero gli stessi che chiedevano la sosta (li ho visti con i miei occhi e sentiti con le mie orecchie), a lamentarsi del fatto che fossimo in ritardo. Per farvi un esempio, una ragazza che nella sosta extra prima di Chambery chiedeva di potersi fermare ancora un po’, quando erano già scaduti i 15 minuti consentiti, ha poi fatto casino perchè si era in ritardo di venti minuti. Che poi sono diventati 30 causa traffico.

Il lavoro dell’autista è sfiancante. Non solo guidano e hanno a che fare col traffico, ma anche con simili elementi. E sottolineo italiani, perchè ho viaggiato su tre nazioni e ‘siamo’ stati gli unici a pretendere e offendere. Penso che dovremmo farci due domande e iniziare a darci anche due risposte, amici e vicini!

Ad ogni modo, anzichè alle 18.50 sono arrivata a Torino alle 19.17, che ancora va bene. Sono riuscita pure a fare la seduta con il paziente, al quale ho chiesto di spostare di mezz’ora l’incontro, perchè era prevista per le 19.30.

Così finisce quest’avventura! Devo dire che sono fortunata ad amare viaggiare, perchè, per quanto sia stato bello, è stato anche sfiancante, al punto che ci ho messo due giorni a riprendermi e il sabato mi è pure venuta la febbre.

Eh… come dicevo i 38 si avvicinano, amici e vicini!

 

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