General practice

Bentrovati, amici e vicini 🙂

Dopo la digressione concessa da ‘Joker’, torniamo al mese di agosto.

Eravamo rimasti alla prima interview per il NIN. Quel pomeriggio per riprendermi ricordo di essere andata a visitare la diga mobile. Si trova a Greenwich ed è davvero suggestiva. Ovviamente ho macinato a piedi i chilometri per arrivare fin lì e, sulla via del ritorno, in un bellissimo tramonto, mi son detta ‘Ma sì, facciamo i turisti fino in fondo!’ e ho preso il battello.

Non mi sono soffermata a spiegarvi come funzionano gli abbonamenti per i trasporti, il London. Penso possa essere utile dire due parole a riguardo.

Sono cari come il fuoco. Voi direte ‘E cosa non lo è li?’. È vero, ma questi sono davvero esagerati. Vero è che, nonostante il traffico pazzesco di questa città, arrivano sempre in orario. Impari a farci l’abitudine date le molte ore che si passano nella tube, sottoterra, o nella overground, la metro esterna, o sugli autobus.

La Oyster card può essere un modo utile per viaggiare. Ogni mezzo ha un suo prezzo e la combinazione di più mezzi lo fa aumentare. Per questo è meglio fare degli abbonamenti, come quello mensile per 5 zone che feci io. Il costo varia, appunto dal numero di zone che comprende. È, però, possibile prendere qualunque mezzo più volte al giorno.

Anche i battelli sul Tamigi fanno parte delle linee di trasporto. Con un abbonamento mensile il battello lo si paga 6£ anziché i 7£ di una Oyster ‘pay as you go’ o i 10£ di chi non ha alcuna tessera.

Nei pendoli che vivo ogni settimana cerco di usare i mezzi il meno possibile. Un po’ perché, come ormai avrete capito, adoro camminare e un po’ per risparmiare. Se proprio devo, benché mi piaccia l’atmosfera della metro, prendo i bus che costano 1.50£ e nell’arco di 60 minuti se ne possono cambiare diversi allo stesso costo.

Ho scaricato la Oyster app e posso con questa vedere quanto credito ho, ricaricarla e tenere lo storico dei viaggi, che è una cosa carina.

Ho preso quindi il battello, dicevo, da Greenwich a Westmister e poi da li sono andata all’appuntamento con Lella e Chiara. È stata la prima cena in un locale, quella di questa serata. Chiara ci aveva esteso l’invito in un ristorante vegano brasiliano a Brixtol, nel quale sarebbe andata col compagno e altri amici di lui sia italiano che inglesi.

Li ho conosciuto Frank, musicoterapeuta che da 20 anni vive a Londra. Personaggio particolare, come la sua arte, e con il quale sono ancora in contatto per strutturare la realizzazione di alcuni progetti.

È stata una serata piacevole, anche per la sola spesa di 5£ per una cena abbondante. È proprio vero che se si vuole conoscere la città, mangiare bene e spendere poco si deve andare con chi la conosce e abita.

Il giorno seguente, con la eco ancora forte della bella serata vissuta, mi sono mossa per il secondo passo burocratico. Avevo incontrato, qualche giorno prima, a Shoreditch un collega italiano che ha creato un app di nurse a chiamata. Volevo chiedergli se c’era la possibilità aprissero il loro servizio anche ad altre professioni sanitarie e siamo rimasti in contatto per vedere cosa poter fare dal prossimo anno.

È stato lui a suggerirmi di richiedere l’iscrizione al Gp, General Practice, ovvero il medico di base.

‘Più cose fai prima della Brexit per far vedere che sei qui meglio è per il tuo progetto’.

Ho allora chiesto a Lella se lei lo avesse fatto e di spiegarmi come funzionasse. Cosi, il 22 sono andata al ‘Dr Seyan and Partners’ in Robin Hood Lane, il Gp di competenza a Sutton.

Ho richiesto il modulo, riconsegnato insieme ai documenti e alla proof of adress, che qui, contrariamente che per il Nin, mi hanno richiesto. La pratica sarebbe stata regolarizzata da li a un paio di giorni, ma la nurse che si occupa della visita medica ai nuovi iscritti era in ferie. Abbiamo così preso appuntamento per il 25 settembre.

‘Cosi devo tornare per forza’ mi sono detta. Ammetto che mi aveva fatto effetto l’idea di tornare. Temevo un po’ di accomodarmi, una volta tornata in Italia, e di mollare il progetto perché troppo difficile e burocratizzato a causa dello spauracchio della Brexit.

Ancora oggi, vuoi per ritardi legati prima al Ministero della salute e ora alla compagnia assicurativa Uk, devo inviare l’applicazione per l’Hcpc e, come sapete, il Nin è sospeso. Attendo notizie anche per l iscrizione all’agenzia delle entrate. Insomma, dal punto di vista burocratico ci sono tanti stress. Si risolveranno in un modo o nell’altro, ovviamente, ma nel frattempo sono una gran rottura.

Il GP, almeno, è stato semplice e veloce. Due giorni dopo ho ricevuto la lettera di avvenuta registrazione e posso dire la cosa sia archiviata. Certo è molto diverso il modo in cui opera il medico della mutua in Uk rispetto a qui. L’Nhs, il sistema sanitario nazionale, è pessimo, come molti mi hanno detto. Se stai male e hai bisogno del medico lo devi chiamare e se, dai sintomi che descrivi, lui ritiene necessario vederti ti fissa l’appuntamento, altrimenti ti dice cosa prendere e amen. E se hai un’urgenza passi comunque prima dalla nurse e solo dopo, se proprio necessario, dal medico.

Io penso ai miei che ogni tre per due sono dal dottore e mi dico che, nonostante tutto, siamo fortunati a livello sanitario. Anche se forse ancora per poco…

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