Picnic a Kensington Park

Bentrovati, amici e vicini 🙂

El dia de los muertos è passato e mentre vi scrivo sono diretta a Chivasso per una lezione speciale di ginnastica gestanti.

Sì, di domenica, perché a questo incontro parteciperanno anche i futuri padri e per riuscire a mettere insieme i miei e i loro impegni l’unico giorno papabile e’ la domenica.

Sta facendo davvero freddo in questi giorni, cosa che era anche ora accadesse. Nonostante sia nata in autunno non amo il grigio, la pioggia e l’umido di questa stagione. Per non parlare del freddo!

Ricordo che a Londra gli ultimi dieci giorni di agosto sono stati caldissimi!

Come dicevo, adoro il caldo, ma non mi aspettavo tutto questo. Non a Londra, città che vuole essere più grigia, umida e piovosa della mia. Cosa che nella prima parte del mese ha dimostrato di essere. Nemmeno gli inglesi, a quanto pare erano preparati a questo clima tropicale!

Ancora ustionata dall’escursione del giorno precedente, ho avuto l’opportunità di vivere l’esperienza di un picnic inglese.

Ma andiamo con ordine.

La sera della cena al ristorante vegano brasiliano, l’amico inglese del ragazzo di Chiara ha invitato me e Lella al picnic che avrebbero fatto quella domenica a Kensington Park. L’appuntamento era per le 11 vicino alla Serpentine Gallery.

Negli ultimi giorni, pero’, mi era presa la lentezza mattutina e prima delle 11 non riuscivo ad uscire di casa, cosa che mi spiaceva un casino. Penso fosse dovuto al fatto che mi stavo rilassando.

Cosi, quella domenica mi sono portata al luogo dell’appuntamento alle 13.30. Lella è arrivata alle 14 e Chiara, l’unica che aveva i contatti con gli organizzatori per sapere dove si fossero collocati, alle 14. Insomma, siamo arrivate in ritardo.

Abbiamo preso posto su questo grande telo sul quale c’erano pietanze british, italiane e indiane di ogni tipo. Eravamo una quindicina di persone e altre se ne sono aggiunte nel corso della giornata, portando altro cibo, vino e birra.

Dopo un paio d’ore è stata tirata fuori una chitarra e, al posto dei nostri Battisti, Baglioni e compagnia, sono stati suonati i Rem, i Beatles, Jo Cocker… Poi, al posto di un pallone è comparso un frisbee, oggetto che finora avevo visto usare solo per giocare con il cane e che, invece, loro si lanciavano l’un l’altro. Mi ha incuriosita così tanto questo gioca da unirmi al gruppo.

Forte dei pregiudizi che avevo su questa nazione, mi hanno stupita i saluti. Pensavo, infatti, che gli inglesi fossero freddi, ben poco fisici e molto formali . Ho dovuto, invece, ricredermi. Siamo stati lì fino alle 21, ci hanno praticamente buttati fuori dal parco, e, al momento dei saluti, ci sono stati tanti abbracci.

Queste donne e questi uomini che ti salutano stringendoti forte dicendo ‘Nice to meet you’ anche se non ci hai scambiato neppure una parola. Sicuramente, il gran quantitativo di alcool che è girato avrà avuto il suo ruolo in tutto questo. O forse sono solo io poco abituata a cosi tanta convivialità.

È stata davvero una bella giornata che ricordo ancora oggi con gioia.

Iniziavo a sentire questa esperienza volgere al termine e mi dispiaceva, soprattutto perche tornando a Torino non avrei più visto con la stessa frequenza o non avrei più visto del tutto le persone che stavo conoscendo. Con Chiara e Lella ormsi si usciva tutti i giorni. Sul finire della giornata abbiamo, infatti, organizzato di incontrarci per vedere la sfilata per il Bank Holiday che si sarebbe svolta a Portobello Road il giorno seguente.

Questo, però, merita un articolo a parte 😉

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