Bank holiday!

Bentrovati, amici e vicini:-)

Mi ritrovo ad avere modo di scrivervi solo quando sono in viaggio. Sto per prendere il treno che mi porterà a Chivasso, dalle gestanti del gruppo di ginnastica.

Ho un aggiornamento circa la parentesi burocratica dell’ultimo articolo. Giovedì alle 22, sul finire del mio giorno di pendolo, mi è arrivata una mail dalla Terapist Insurance: mi inviavano, finalmente, il mio numero di polizza professionale!

La prima cosa che ho fatto venerdì, dopo aver portato fuori il cane, è stata quella di preparare la raccomandata e inviarla! Se tutto va bene, a metà dicembre dovrei ricevere notizie all’Hcpc e spero saranno buone!

Tornando all’avventura agostiniana, volevo raccontarvi la mia esperienza legata al Bank Holiday.

Sono, questi, giorni di festa nazionale che vanno dal 23 al 26 agosto. Ora, non so se i giorni sono fissi oppure se si svolge nell’ultimo weekend di agosto, sinceramente non mi sono documentata.

Fatto sta che il venerdì avevo sfruttato il primo giorno di festa per andare sul sentiero delle Seven Sister, mettendo a tacere il senso di colpa del saltare scuola proprio perché non ci sarebbero state lezioni.

La domenica, come vi ho già raccontato, c’è stato il bellissimo pic nic organizzato come tradizione proprio per il Bank Holiday.

Il lunedì, invece, la festa si chiude con la grande sfilata a Portobello Road! Il carnevale degli adulti, dal momento che quello dei bambini è la domenica.

Mi ero messa d’accordo con Chiara di incontrarci in un punto strategico conosciuto dal suo ragazzo, dal quale sarebbe stato possibile vedere la sfilata senza rischiare di essere fagocitati dalla folla.

Mi sono ritrovata, quindi, a raggiungere questo posto trovando nella metro tante persone vestite a festa. Soprattutto persone di origine brasiliana e giamaicana. Donne e uomini di tutte le età coperti di glitter, vestiti dei colori della loro nazione d’origine.

Oddio, forse sarebbe meglio dire svestiti. Già, perché, complice il caldo torrido, la quantità di uomini e donne di ogni età e costituzione fisica che giravano praticamente in costume da bagno era enorme.

Ora, non pensate alle nostre sfilate di carnevale, con carri allegorici raffiguranti scene di satira politica et similia. La sfilata consisteva in furgoni carichi di altoparlanti che sparavano musica a palla, seguiti da gruppi in costume che ballavano al ritmo della musica tradizionale del loro paese d’origine.

C’era tanta polizia in giro, ovviamente. Sopra il posto strategico nel quale ci siamo piazzati c’era un’intera squadra di agenti in borghese, cugini dei nostri Digos, presumo, che hanno costantemente controllato chi c’era sotto di loro. La cosa che mi ha colpita è stata che gli agenti in servizio tra la folla, quelli in divisa, erano anche loro truccati per la festa. Donne poliziotto con brillantini sul viso e trucco vistoso spiccavano tra la folla e mi ha fatto piacere questa libertà di poter far parte della festa nonostante siano lì per lavoro.

Non vi dico poi la quantità di gente che riempiva le strade. Tanti turisti e anche inglesi venuti apposta a Londra per questa giornata di festa. Ovviamente il numero di persone ubriache e le nubi di cannabis erano proporzionali al quantitativo di persone. Nonostante questo, però, almeno la dove ho stagionato io (perché muoversi era praticamente impossibile) non ho assistito a esplosioni di risse. Tanta voglia di ballare, invece, e di fare casino.

Mi ha fatto piacere avere la possibilità di trovarmi in un periodo di festa nazionale e vedere Londra vestita di una luce diversa.

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