Che il 2020 abbia inizio!

Bentrovati, amici e vicini 🙂

Come è stato per voi l’inizio di questo nuovo decennio?

Io, come sapete, ho avuto la possibilità di trascorrere Capodanno e i primi giorni di questo nuovo decennio a Firenze, città fantastica nella quale non basterebbe stare un mese per dire di aver visto tutto.

È stata una scarpinata per musei tanto soddisfacente quanto stancante e devo dire che non mi sono ancora ripresa. Avrei bisogno di una vacanza! Confortante, se si pensa che il 2020 e’ appena iniziato e con lui tutti gli impegni….

Già dal 7, come tanti altri di voi, ho ricominciato a lavorare, muovendomi tra Torino e Grugliasco sulla mia fedele bici nel freddo gelido di gennaio.

Ora eccomi qui, alla stazione Madonna di Campagna in attesa del treno per l’aeroporto. Oggi si torna a pendolare:-)

Devo dire che mi è mancata Londra e questa routine di viaggi.

Devo dire che non giova alla tranquillità aver iniziato con la minaccia di una terza guerra mondiale.

Penso di non essere la sola alla quale si è chiuso lo stomaco nel sentire la notizia di quanto successo e, soprattutto, quanto questo può scatenare. E pensare che fino a metà del mese scorso la mia preoccupazione era legata all’uscita o meno dell’Inghilterra dall’Europa….

Voglio, però, essere ottimista, sperare nel buon senso degli esseri umani (e sì, sono una che crede ancora che le persone possano saper usare ragione e sentimenti) e portare avanti i miei progetti.

E ne sono talmente tanto desiderosa che stanotte ho sognato in inglese e al mattino sono uscita di casa un’ora prima, ricordandomi solo una volta in stazione che sono solita prendere il treno delle 8.17 perché l’aereo è alle 10.15…

Sì, Londra mi sta chiamando. Di nuovo. E io rispondo, benché abbia nel cuore il leggero timore di trovare una città diversa. Come se questo grande cambiamento che sta per verificarsi possa renderla ostile. Non so fino a che punto sto romanzando la cosa, facendomi del male in modo masochista. Credo di essermi fatta contagiare dal clima di terrore, io che cerco di lasciare fuori da me questo genere di cose, sapendo quanto siano inutili e deleterie.

Devo accettare il mio essere umana, con tutto ciò che comporta.

In questo mood ballerino giungo all’aeroporto.

Voglio concentrarmi su ciò che mi permette di dire che il 2020 per me sta iniziando bene. Si confermano le collaborazioni. La prossima settimana ne inizierò una nuova e avrò anche la mia prima paziente a Chivasso. Anche sul fronte Londra le cose vanno alla grande, con nuovi pazienti in arrivo per un primo colloquio.

Nonostante il mondo tremi attorno a me (attorno a tutti noi, mi zento di dire), credo che sia tempo di includere tra i buoni propositi del nuovo decennio anche qualcosa che riguardi la vita privata.

Non si vive di solo lavoro, dopotutto…

🙂

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