Sold out!

Bentrovati, amici e vicini!

Vi rendete conto che gennaio è già a metà? Come vola il tempo!!

Ok, come inizio è un po’ banale, ma davvero non mi ero resa conto fossimo già alla metà. Penso sia perché la prima settimana l’ho trascorsa in vacanza. Devo averla registrata come una luuuunga domenica e per questo mi sembra che questo mese sia più corto.

Veniamo alle cose serie!

Vi ricordate l’applicazione che avevo inviata all’Hcpc (l’ente che regola i professionisti sanitari in Uk) alla fine di novembre? L’altro ieri, poco prima di uscire di casa, mi ha citofonarto il postino per una raccomandata. Ero già felice del fatto di essere riuscita a farmi trovare in casa e non dover andare a recuperarla alla posta, vi lascio immaginare, quando ho visto che era dall’Hcpc, che salti di gioia che ho fatto!

Poi, però, la apro e mi dicono che l’applicazione è incompleta. Manca la validazione del passaporto.

Ok, mi spiego meglio. Come vi raccontai un po’ di articoli fa, quando si applica per il riconoscimento dei titoli bisogna far tradurre tutti i documenti e inviare copia di questi e la traduzione timbrata da un traduttore inscritto nelle liste dei traduttori certificati per questo tipo di riconoscimenti. Così ho fatto per i documenti ricevuti dal ministero dell’istruzione circa l’abilitazione alla professione, il conseguimento dei titoli e il good standing. Non avevo capito di doverlo fare anche per il passaporto! Pensavo bastasse la copia, dal momento che è lo stesso documento che presento per entrare nel paese.

Invece no! Devo farlo tradurre e timbrare. Ho preso, quindi, di nuovo contatto con Lara Barnet, che tradurrà anche questo documento e per la fine del mese invierò nuovamente l’applicazione e spero vada bene. Ve l’ho già detto che odio la burocrazia?

Altra cosa che si dovrà affrontare, ma lascero che si parlino tra professionisti, è la questione dichiarazione dei redditi Uk in quella italiana…

A proposito di questo, il lavoro sta esplodendo a Londra. Come vi dicevo, tra fine dicembre e questa prima settimana lavorativa di gennaio ho riempito tutte le ore a disposizione.

Sì, amici e vicini: sono sold out!

Tanto che lunedì mattina per la prima volta ho dovuto dire a una persona che mi ha chiamata per un primo incontro che non posso riceverla perché non ho più ore disponibili!

È stata una strana sensazione…..

Sì, qui in Italia ho tanti impegni che mi portano a fare i salti mortali per trovare posto ai pazienti (presenti e nuovi) ma ci riesco. Lì, invece, devo scontrarmi con la realtà di avere a disposizione solo un pomeriggio. Le ore sono quelle, non posso moltiplicare e devo sperimentare la frustrazione di dire ‘Mi spiace, non posso’. Direi che è un ottimo banco di scuola 🙂

Dal momento che a marzo mi fermerò anche il venerdì per il corso di ginnastica gestanti che sto progettando al pomeriggio con lo Zenyoga di Brixton, e che mi auguro parta, penso che chiederò al Bonnington qualche ora per poter sfruttare la mattina. Penso sia buona cosa avere anche la possibilità di usare una mattina, per coloro che il pomeriggio non possono.

Quindi sono qui che mi appresto a prendere prima il treno, poi l’aereo e poi il bus per raggiungere Londra e i miei 6 pazienti.

Come potete vedere, tutto è possibile se lo si vuole veramente:-)

Alla prossima:-)

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