Il pendolarismo ai tempi del coronavirus

Bentrovati, amici e vicini!

Eccomi a scrivervi ancora una volta dal treno diretto all’aeroporto, nonostante l’isteria di massa. Sì, perché credo si stia giusto un pochetto perdendo il controllo della situazione e della misura attorno a questa nuova influenza. Perché, ricordiamolo, di influenza si tratta.

Questa settimana è passato il comunicato del prolungamento della chiusura delle scuole. Poi quello del consiglio circa il non ritrovarsi in gruppo, stare ad almeno un metro e mezzo di distanza, non usare le docce in palestra….

Ho visto bancali completamente svuotati nei supermercati, nemmeno si fosse annunciato un attacco aereo, una guerra imminente, un allarme bomba nucleare!

Amici e vicini… ma che sta succedendo?

Io da psicologa la diagnostico come isteria di massa causata da procurato allarme da parte di zelanti media e sorvolo sulle ipotesi complottiste perche io di politica non ci capisco nulla.

Fatto sta che, se vado proprio a vedere nel mio piccolo, ho dovuto annullare, causa direttiva regionale,  due corsi a Chivasso e uno a Collegno. E, per inciso, a Chivasso la maggior parte delle allieve (gestanti e neo mamme) sarebbe venuta!!

Se poi veniamo al pendolo Italia-Londra, vi lascio immaginare la tensione per capire se sarei riuscita a partire o meno. E, una volta partita, se mi avrebbero trattenuta in quarantena.

Per fortuna, Uk ha disposto che chi arriva dalle zone del nord Italia considerate rosse deve chiamare l’111 dell’NHS (servizio sanitario nazionale) e mettersi in auto isolamento. Chi arriva da zone non rosse e non presenta sintomi può circolare liberamente e io, per fortuna, non ho sintomi!!! Quel po’ di raffreddore popolare che avevo è rientrato e quindi, almeno per oggi, non dovrei avere problemi!

Anche perché giusto ieri sera ho ricevuto la tanto attesa lettera all’Hcpc con la notizia di essere stata registrata e riconosciuta come professionista in visita temporanea!!!!!! Dopo una così bella notizia, vedermi privata della possibilità di pendolare a causa di un’influenza mi sembra davvero troppo.

Badate, non sto sottovalutando la situazione. Mi rendo conto di come questo sia un virus nuovo, altamente infettivo e veloce nell’espansione, per il quale ancora non c’è un vaccino. Ma, restando su un piano di realtà, è a basso tasso di mortalità e coloro che,  purtroppo, sono deceduti avevano patologie pregresse o un sistema immunitario compromesso. Gli ammalati, poi, guariscono in fretta. Quindi, posso al massimo preoccuparmi per i miei genitori anziani, ma non vedo il perché del panico e, per come sono fatta, non sopporto il fatto che qualcun altro voglia mettermi nel panico e allarmarmi eccessivamente.

Ma questa sono io e, nonostante il mio pensiero, ho accettato, pur rimettendoci economicamente, di aderire alle direttive imposte per rispetto di chi è spaventato. Verrei meno a quella che è la mia etica professionale se non lo facessi.

Ad ogni modo, spero che questa situazione rientri presto. Non so se troverò un aereo mezzo vuoto, oggi, o se sarà tutto regolare. A Londra non fanno controlli. Lasciano al buon senso della popolazione la decisione di auto isolarsi o meno.

In Italia li fanno i controlli, e tanti, anche, ed è per questo che spuntano casi come funghi!

Mia madre mi ha raccontato di come i medici avessero imposto misure rigidissime in sala (solo 7 sedie, lasciare la richiesta ricette in una buca anziché consegnarle a mano, entrare in sala d’attesa solo 7 alla volta). Che loro fossero bardati da capo a piedi posso capirlo, che trattino male le persone, prendendole a parole perché attendono vicini l’uno all’altro di ritornare le ricette, anziché stare a 2 metri di distanza, lo trovo eccessivo. Mia madre non è una che esagera e quindi non fatico a crederle quando mi racconta della crisi isterica della dottoressa verso queste persone in attesa della ricetta, accusati di incoscienza perché non rispettavano i 2 metri di distanza! Quando poi, per contro, la dottoressa di una signora che seguo, sebbene bardata anche lei, ammettesse l’esagerazione attorno a tutta quanta la faccenda.

E’ stato davvero brutto sentire mia madre dire ‘è stato umiliante, mi sono sentita un’appestata’ quando, per fortuna, non ha sintomi ma era lì per forza perché necessitava di una ricetta richiesta per una visita specialistica….

In ultimo, giusto per sdrammatizzare un po’, proprio ora che ho trovato casa per me e Sherlock per agosto sarebbe assurdo perdere l’occasione di vivere anche questa avventura.

Che vi raccontaro’ la prossima volta 😉

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