La pazienza è la virtù dei forti….

Bentrovati, amici e vicini!

Sì, sono all’aeroporto, nonostante l’isteria di massa. Finché Uk non modifica la sua politica di accoglienza in merito al virus (cosa che mi auguro non accada) io viaggio.

Questa settimana mi sono ritrovata con 2 voli di rientro cancellati, quelli del 21 e 28 marzo, e ho fatto un paio di salti mortali per aggiustare la faccenda e riuscire comunque a viaggiare.

Ammetto che, ma penso di averlo già detto, più  del virus, del contagio e di tutte le cose che si dicono e non dicono a riguardo, mi spaventa la reazione della massa e le limitazioni alla libertà individuale.

Dicevo giusto ieri a Maurizio, il PR dello ‘Zenyoga’ di Camberwel a Londra, che mi sento a tratti come in un film di fantascienza e a tratti ne ‘I promessi sposi’ di Manzoni al momento della peste a Milano.

Sento persone invocare la quarantena obbligatoria per tutti, la sospensione per 15 giorni non solo delle scuole, ma anche del lavoro e di tutto il resto e mi chiedo: ma veramente???

Cercate di capirmi, io sono una libera professionista e se non lavoro non guadagno e se non guadagno non vivo. E manco pago le tasse, dal momento che ho, giusto a fine febbraio, rateizzato le tasse che devo all’Enpap (che, per inciso, non sono poche).

Quindi, posso capire ‘la tranquillità’ di chi ha un lavoro dipendente e può essere messo in cassa integrazione o ricevere comunque uno stipendio grazie a fondi straordinari dati alle aziende data la situazione d’emergenza. Non so, non sono informata a riguardo, ma qualcosa ho sentito circa i diritti dei laboratori et similia.

Sì, ma i liberi professionisti? Forse mi è possibile richiedere a Enpap o Emapi qualcosa, che se sono i 50€ al giorno che danno in caso di malattia comprovata siamo a posto!

Potrei lavorare con Skype e simili, ma, per prima cosa, non è lo stesso modo di fare terapia e, poi, non posso chiedere la stessa cifra

‘Ma la butti solo su soldi e mancati guadagni?’ direte voi. Si, rispondo, perché, diamine, è un’influenza! Più aggressiva, ok, e che, purtroppo, è pericolosa per chi ha un sistema immunitario compromesso o patologie croniche… ne’ più ne’ meno, però, di una qualunque altra influenza!

E io non sopporto l’idea di essere bloccata nella mia attività, nelle mie relazioni e nei miei spostamenti per un procurato allarmismo.

Sento di tempi ancora lunghi, di quiete forse per l’estate e successivo ritorno del virus e mi girano ancora di più, anche perché, diamine, è il mio anno di prova per questa avventura da pendolare e vederla potenzialmente compromessa da questa cosa mi rode. Soprattutto perché sta andando bene!

Ho già dovuto dire a Maurizio di cancellare il corso di ginnastica gestanti che avrei dovuto tenere da questa settimana e che la scorsa avevamo posticipato di un mese. Ci siamo detti  ‘Riproviamoci quando questa storia sarà finita’ e io mi auguro che, contrariamente a quanto dicono, questa storia finisca presto.

Sì, amici e vicini, sono incazzata, permettetemi l’imprecazione.

Ora, però, sono qui all’imbarco.

Siamo in pochi anche questa settimana.

Persone che rientrano a Londra, non turisti.

Respirero’ profondamente, godendomi comunque l’inizio di questo pendolarismo prolungato al venerdi.

Cercherò di vivere alla giornata, sperando che dall’alto non mi tolgano la possibilità di lavorare sia in Italia che a Londra.

La speranza è l’ultima a morire, no?

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