Un anno da pendolare

Bentrovati, amici e vicini!

Sono sulla Thameslink, diretta in studio per iniziare questo giovedi di lavoro qui a Londra.

Il 19 settembre ho compiuto un anno da pendolare e questo è, a tutti gli effetti, il primo pendolo di quello che mi auguro possa diventare il secondo anno.

Sono qui, nonostante le mille incertezze date dal covid. Lockdown londinese si o no, aumento contagi e rischio di quarantena. Qui, con la mia mascherina, il metro di distanza e l’igienizzante per le mani.

Nonostante tutto, tra viaggi e videochiamate, ce l’ho fatta e quella che era una pazza idea si è concretizzata in qualcosa di fantastico che cresce sempre più.

Ricordo quei primi mesi di questo anno in cui avevo una sola paziente se mille dubbi. Ora, vedo questa attività londinese crescere e dare tante soddisfazioni e, con stupore, mi vedo passare dal primo timido ‘Si può fare!’ all’attuale forte e fiero ‘Lo sto facendo!’.

Mi emoziona tantissimo questa cosa. Davvero.

Ho creato una routine che si divide tra il lavoro a Torino, fatto di sedute terapeutiche in studio, ginnastiche per gestanti e neomamme in palestra (è in fase di promozione la collaborazione con la palestra New Evolution) e seminari (questo sabato sarò a Villa Iris a Pianezza per il seminario teorico pratico ‘RespiriAmo’) e viaggi. Ore di viaggi, da Torino a Malpensa, da Stansted a Londra, da Londra a Sutton.

Il mio sogno nel cassetto era quello di viaggiare e, sebbene siano le stesse mete, quelle che raggiungo, mi piace questa soluzione. Mi aiuta a non fermarmi, perché tendo un po’ a sedermi e perdermi nella monotonia della routine, se non ho stimoli costanti. Certo, quando si fa un lavorio come il mio non si può proprio parlare di routine, dato che le persone portano sempre cose nuove e stimolanti in seduta.

Oggi sono qui, quindi, a festeggiare questo primo anno e a dire ‘Grazie’.

Grazie a tutte le persone che hanno scelto di iniziare un percorso terapeutico con me, sia a Torino che a Londra. Se il progetto londinese si sta realizzando è soprattutto grazie a loro.

Grazie a chi mi ha sostenuta nei momenti di sconforto, prima fra tutte Simona, che sta ottenendo le sue vittorie a Firenze, e Lella, che porta avanti con successo la sua vita qui a Londra.

Grazie a mio fratello, che si prende cura del mio Sherlock, cosa non facile dato il carattere del dog consulting…

Prima di buttarmi in questa avventura non immaginavo di avere così tante risorse. Fisiche, per prima cosa, data la fatica evidente dei viaggi. Per il mio lavoro, in secondo luogo, dal momento che  mi sono ritrovata a lavorare con persone che mi hanno portato storie di vita emotivamente intense. Dinanzi ad alcune mi sono chiesta se fossi in grado di gestire le mie emozioni e aiutare loro nel percorso e grazie all’aiuto dei miei supervisori, il dottor Martucci e la dottoressa Ramella Paia, sono riuscita a superare questi momenti di difficoltà.

Da soli si può fare molto, ma per riuscire a fare bene tutto è necessario avere una rete amicale e professionale forte e pronta a sostenere. Io l’ho avuta e ancora ce l’ho e sono felice, oggi, per tutto questo.

Non so cosa mi riserverà il futuro, come tutti, del resto. So, però, che oggi sono fiera di me e felice di essere qui a Londra nel mio studio, pronta a ricevere il primo paziente della giornata.

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